Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha varato un provvedimento decisivo, firmato dal ministro Matteo Salvini, che punta a fare chiarezza definitiva sulla gestione dei rilevatori di velocità. Il nuovo decreto sull’omologazione nasce per superare le incertezze normative, la disparità tra le diverse apparecchiature e l’ondata di ricorsi che hanno caratterizzato gli ultimi mesi.
La svolta normativa e il ruolo della Cassazione
L’intervento del governo si è reso indispensabile dopo i recenti orientamenti della giurisprudenza. La Corte di Cassazione ha infatti stabilito l’invalidità dei verbali redatti tramite strumenti dotati di semplice approvazione ma privi di una formale omologazione. La decisione, che ha potenzialmente disabilitato una quota superiore al 70% dei dispositivi nazionali, è stata formalizzata dal magistrato Aldo Carrato.
La distinzione tecnica tra i due titoli è sostanziale: l’approvazione ministeriale non prevede la verifica comparativa del prototipo con gli standard dettagliati del regolamento attuativo. La pronuncia degli Ermellini ha tracciato il confine di legittimità per le sanzioni, imponendo una revisione complessiva delle procedure amministrative.
Gli effetti sul territorio salernitano
Nella provincia di Salerno l’impatto pratico del decreto risulta mitigato, poiché una drastica riduzione delle postazioni fisse si era già verificata alla fine dello scorso anno. In quel periodo, la pubblicazione del censimento nazionale dei dispositivi autorizzati aveva imposto severe restrizioni, inclusa l’impossibilità di installare rilevatori su tratti stradali con limiti di velocità inferiori ai 50 km/h.
Centri come Agropoli, Rutino e Buonabitacolo, che avevano attivato o programmato l’uso di barriere elettroniche, hanno dovuto revocare i provvedimenti. La morfologia della rete viaria locale ha spesso conciliato l’esigenza di sicurezza con introiti di rilievo per le casse comunali. Sulla strada statale 18 Tirrena Inferiore, i controlli restano attivi tramite la Polizia Locale di Capaccio Paestum, che impiega dispositivi conformi come il Velomatic e il Telelaser. Risultano idonei anche gli strumenti in dotazione ai comandi di Sarno e Nocera Superiore. Al contrario, non compaiono nell’elenco ministeriale l’Unione dei Comuni Paestum Alto Cilento e il comune di Eboli, quest’ultimo particolarmente attivo nei mesi scorsi sulla statale 19.
Le competenze della Polizia di Stato e la diffusione dei targa system
Nelle tratte in cui le amministrazioni locali non dispongono di apparecchiature autorizzate, la vigilanza resta affidata alla Polizia di Stato. Lungo l’autostrada A30 Caserta-Salerno sono operativi dieci sistemi Tutor 3.0, equamente distribuiti tra le due direzioni di marcia. Strumenti analoghi presidiano il raccordo Salerno-Avellino nei territori di Montoro e Solofra. Ciascuno di questi dispositivi dovrà ora adeguarsi ai nuovi protocolli di omologazione.
Nel frattempo, diverse amministrazioni locali stanno orientando gli investimenti verso tecnologie alternative di monitoraggio territoriale, in particolare i sistemi di lettura targhe. Questi apparati video, statici o dinamici, analizzano il transito dei veicoli per rilevare istantaneamente la regolarità della copertura assicurativa, l’assolvimento degli obblighi di revisione, la presenza di fermi amministrativi o denunce di furto. Recentemente, il comune di Agropoli ha implementato tale tecnologia sulla carreggiata della Cilentana, nella medesima area precedentemente occupata da una postazione autovelox, specificando che il sistema non è abilitato al rilevamento del superamento dei limiti di velocità.