La convivenza tra il popolo della notte e il partito del cuscino ha raggiunto ad Agropoli quel classico punto di non ritorno che si ripresenta, puntuale come le zanzare, a ogni inizio d’estate. Il dibattito che contrappone i giovani amanti delle ore piccole ai residenti desiderosi di un sonno sereno non è certo una novità, ma quest’anno le tradizionali animate discussioni da marciapiede hanno lasciato il posto a vie di fatto decisamente meno burocratiche e, in qualche caso, idrauliche. Esposti, denunce e telefonate notturne al numero di emergenza stanno costringendo le forze dell’ordine a insoliti straordinari estivi nel ruolo di arbitri del decibel.
La nuova mappa del rumore e il caso di via Patella
Se le passate stagioni avevano visto come teatri della discordia aree storiche del divertimento come via Mazzini e piazza della Mercanzia, l’estate in corso ha ufficialmente incoronato via Filippo Patella come nuovo ombelico della movida cittadina. La storica via d’accesso al centro storico, recentemente ribattezzata “via del food” per il fiorire di locali e attività gastronomiche, ha visto mutare rapidamente i propri ritmi. I residenti, storicamente abituati al normale flusso del turismo estivo, si sono ritrovati nel bel mezzo di un fitto calendario di dj set e spettacoli dal vivo che ha surriscaldato gli animi già dalle prime settimane della primavera.
L’ordinanza comunale e la guerra della pompa d’acqua
A gettare benzina, o per meglio dire acqua, sul fuoco delle polemiche è arrivata la recente ordinanza del Comune che ha esteso l’orario per le emissioni sonore fino al 30 settembre, fissando il limite all’1:30 per l’intrattenimento all’aperto e alle 2:00 per i locali al chiuso. Il provvedimento, fortemente caldeggiato dagli operatori commerciali e dai frequentatori dei locali, non ha incontrato lo stesso entusiasmo tra gli abitanti della zona. L’esasperazione ha toccato il picco nei giorni scorsi quando, prima ancora che scattasse l’ora X del silenzio, un residente avrebbe deciso di accorciare i tempi imbracciando una pompa da giardino e bagnando i clienti di un’attività. Spetterà ora alle forze dell’ordine, intervenute sul posto, fare chiarezza su eventuali provocazioni o superamenti dei limiti acustici che potrebbero aver innescato la reazione.
Il dilemma shakespeariano tra turismo e riposo
L’episodio della doccia fuori programma ai clienti dei locali mette a nudo una tensione sociale che ripropone il più classico degli enigmi locali. Da un lato vi è la necessità per una città a vocazione turistica come Agropoli di favorire l’economia legata al divertimento giovanile, chiedendo un supplemento di pazienza ai propri cittadini per pochi mesi all’anno. Dall’altro emerge il diritto sacrosanto al riposo da parte di chi in città vive, lavora e non si trova in vacanza. Una scelta salomonica capace di accontentare sia le casse dei commercianti che il sonno dei residenti appare, oggi più che mai, un obiettivo difficile da raggiungere.