La “Filiera Corta” è un progetto ambizioso portato avanti dalla Comunità Montana Bussento, Lambro e Mingardo. L’obiettivo principale è ridurre la distanza tra il consumatore e il produttore, ma soprattutto tracciare in modo sempre più chiaro i prodotti a km 0.
A sottolineare l’importanza dell’iniziativa è il Presidente dell’ente montano, Aldo Luongo, che ha delineato le linee guida di questo percorso di valorizzazione territoriale.
Un tassello della “Green Community”
“È un’iniziativa importante che si inserisce in un progetto un po’ più ampio che è quello sulla Green community, finanziato con la scorsa amministrazione, che prevede una serie di azioni tra cui appunto questa della ‘Filiera Corta’” – ha affermato il Presidente Luongo.
Il territorio in questione vanta produzioni agricole di altissimo livello, molte delle quali possono essere considerate veri e propri prodotti di nicchia. Tuttavia, si riscontra spesso un paradosso commerciale.
“Spesso lavoriamo per portare questi nostri prodotti chissà dove e poi magari sul territorio sono poco conosciuti e, cosa più grave, poco consumati in un territorio dove si parla anche tanto di dieta mediterranea e di longevità. Sarebbe dunque opportuno che la produzione, prima di essere portata fuori, la si conoscesse e consumasse sul territorio”, ha spiegato il Presidente.
Arriva l’App per accorciare la filiera e il sostegno del GAL
Per abbattere le barriere tra chi produce e chi acquista, il progetto si affida anche alla tecnologia. È stata infatti realizzata un’app dedicata che mette in contatto diretto produttori e consumatori, favorendo il consumo locale senza la presenza di intermediazioni.
Un lavoro di squadra che vede una forte sinergia istituzionale:
“Io cito spesso anche il GAL perché, insieme al GAL, la Comunità Montana ha messo insieme una serie di politiche e di fondi che sono stati messi a disposizione delle aziende agricole del territorio. Questo significa sostenere le aziende agricole e chiaramente metterle in condizione di struttursi e di fare produzione sempre di qualità”.
Educazione alimentare nelle scuole e lotta allo spopolamento
Il rafforzamento del tessuto agricolo locale ha, secondo Luongo, un risvolto sociale determinante per il futuro delle aree interne: “Questo chiaramente consente che, se queste aziende si strutturano in maniera forte sul territorio, possono portare anche ad una lotta concreta contro lo spopolamento“.
Il cambiamento, infine, deve partire dalle nuove generazioni e dalle istituzioni locali. “Inoltre sarebbe più opportuno portare sulle nostre mense scolastiche, quindi abituare i nostri bambini già dalle scuole, a consumare prodotti di qualità, prodotti che vengono chiaramente dal nostro territorio”, ha concluso il Presidente.