Prosegue il momento difficile per la maggioranza guidata dalla sindaca Cecilia Francese, che da circa due anni non riesce più a celebrare un Consiglio comunale in prima convocazione a causa della mancanza del numero legale.
Anche ieri sera l’assise non ha potuto prendere il via per l’assenza di alcuni consiglieri. All’appello sono risultati presenti soltanto 9 consiglieri di maggioranza sui 13 che avrebbero dovuto garantire la tenuta numerica dell’esecutivo.
I consiglieri assenti e l’attacco dell’opposizione
Dando uno sguardo ai banchi della coalizione di governo, sono risultati assenti:
- Gabriella Nicastro
- Dario Toriello
- Pier Paolo Greco
- Vincenzo Clemente (assente giustificato)
Il consigliere Anzalone ha preso la parola a nome della minoranza, attaccando duramente la sindaca e la sua amministrazione. Il consigliere ha denunciato quello che ha definito un:
“fallimento politico e amministrativo, evidenziando l’incapacità della maggioranza di garantire persino l’apertura dei lavori del Consiglio comunale a causa della persistente crisi numerica e politica”.
Aula vuota e rinvio in seconda convocazione
Anzalone ha quindi invitato il presidente del Consiglio comunale, Cappelli, a procedere con la verifica del numero legale. Contestualmente, i consiglieri di opposizione hanno lasciato i propri banchi, determinando di fatto l’impossibilità di proseguire la seduta.
A quel punto, al presidente Cappelli non è rimasto che prendere atto della mancanza del numero legale e rinviare la riunione in seconda convocazione, fissata per domani, 26 giugno 2026.
Scenario politico: l’ombra dello scioglimento anticipato
L’episodio riaccende i riflettori sulla fragilità della maggioranza che sostiene l’amministrazione Francese. Con un equilibrio estremamente precario di 13 consiglieri contro 12, ogni assenza rischia di compromettere l’attività istituzionale.
Da tempo, infatti, all’interno della coalizione si registrano malumori e prese di distanza che, secondo gli osservatori politici locali, potrebbero trasformarsi in una vera e propria crisi amministrativa. Si potrebbe infatti aprire la strada allo scioglimento anticipato del mandato sindacale.