La Commissione parlamentare di inchiesta sullo sfruttamento e la sicurezza sui luoghi di lavoro ha svolto un’ispezione presso la Prefettura di Salerno. Al centro dell’incontro vi è stata l’analisi delle problematiche strutturali legate al caporalato e alla tutela dei lavoratori nel territorio salernitano, supportata da dati recenti che tracciano un quadro complesso sulla vulnerabilità della manodopera estera.
I dati del report universitario sulle vittime straniere
Durante i lavori è stato esaminato un report scientifico curato da un docente dell’Università di Salerno. Lo studio ha registrato 24 episodi drammatici, tra decessi e infortuni gravi sul lavoro, verificatisi sul territorio provinciale nel periodo compreso tra novembre 2024 e aprile 2026. La totalità delle vittime censite all’interno della ricerca è di nazionalità straniera.
La casistica analizzata evidenzia diverse tipologie di rischio. Una parte significativa degli eventi riguarda gli incidenti stradali che coinvolgono i migranti in bicicletta, costretti a percorrere arterie viarie ad alta densità di traffico e prive di sistemi di sicurezza, come la Statale 18 e diverse strade provinciali, per raggiungere i campi o i luoghi di impiego. Il documento segnala inoltre gravi infortuni avvenuti direttamente nei contesti produttivi, casi critici legati a persone senza fissa dimora decedute in sistemazioni precarie o isolate e, infine, episodi di violenza rimasti in circostanze non del tutto chiarite.
La posizione dei sindacati e la critica ai flussi d’ingresso
L’ispezione parlamentare ha registrato la presa di posizione delle rappresentanze sindacali di CGIL Salerno e FLAI CGIL Salerno. I rappresentanti dei lavoratori hanno sottolineato come la presenza della Commissione sia fondamentale per mantenere alta l’attenzione sul settore agricolo locale, evidenziando che l’azione repressiva da sola non sia sufficiente per sradicare il problema.
I sindacati hanno rilasciato una dichiarazione congiunta per ridefinire le priorità d’intervento:
“La visita della Commissione parlamentare d’inchiesta sullo sfruttamento lavorativo e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro in Prefettura a Salerno rappresenta un’importante occasione per riportare l’attenzione su un fenomeno che continua a interessare il comparto agricolo della provincia e che richiede risposte sempre più efficaci da parte delle istituzioni. Il contrasto al caporalato non può limitarsi al rafforzamento dei controlli e dell’attività ispettiva, ma deve affrontare anche i meccanismi che favoriscono il lavoro irregolare e alimentano lo sfruttamento”.
L’analisi si è spostata sui canali di ingresso regolari. Secondo i dati sindacali estratti dal monitoraggio della provincia di Salerno, l’attuale normativa produce distorsioni burocratiche evidenti. Nello specifico, a fronte di 3.977 domande presentate per il lavoro stagionale nel 2025, sono stati rilasciati solo 31 nulla osta e appena 2 permessi di soggiorno effettivi. Questa sproporzione numerica viene indicata come uno dei fattori principali che spingono la manodopera verso i canali del lavoro sommerso e dell’irregolarità.