Un gruppo di cittadini del Basso Cilento ha deciso di rompere il silenzio riguardo alla gestione delle assunzioni stagionali nelle Comunità Montane del Salernitano. Nonostante il possesso di titoli professionali riconosciuti dalla Regione Campania e l’aver completato mesi di tirocinio pratico proprio all’interno dei cantieri boschivi locali, questi lavoratori denunciano di essere sistematicamente esclusi dalle opportunità occupazionali. Nonostante l’invio costante dei curricula, la chiamata lavorativa per molti di loro non arriva mai, alimentando un forte senso di frustrazione.
Il paradosso della formazione ignorata
Il cuore della protesta risiede in un cortocircuito burocratico che i lavoratori definiscono inaccettabile. “Abbiamo frequentato e superato i corsi di formazione accreditati dalla Regione Campania, spendendo tempo, energie e speranze”, spiegano in una nota. Il paradosso è evidente: dopo aver svolto il tirocinio formativo direttamente negli enti che dovrebbero assumerli, conoscendo quindi perfettamente il territorio e le sue criticità, questi professionisti vedono la propria disponibilità ignorata ogni anno. Gli operai chiedono ora chiarezza sui criteri di selezione, sollevando dubbi sulla reale esistenza di una graduatoria pubblica e trasparente a cui gli enti dovrebbero attingere.
Trasparenza e criteri di selezione
I cittadini pongono interrogativi precisi agli enti montani, contestando in particolare il ricorso frequente ad agenzie interinali private. Secondo i firmatari della denuncia, tale modalità rende i processi di selezione poco verificabili e privi di criteri lineari. Inoltre, viene sollevata la questione dell’esperienza richiesta: “Spesso ci sentiamo dire che per essere assunti serve esperienza pregressa nel settore. Ma questo è un paradosso inaccettabile: se nessuno ci dà la possibilità di iniziare, come faremo mai a maturare questa esperienza? I tirocini obbligatori che abbiamo svolto proprio presso le Comunità Montane non valgono nulla?”. La richiesta è netta: non si cercano favori, ma coerenza, trasparenza e meritocrazia.
Una risorsa necessaria per il territorio
La questione non è solo occupazionale ma riguarda direttamente la sicurezza del territorio. Il Basso Cilento è costantemente esposto al dissesto idrogeologico e al rischio incendi, rendendo la manutenzione dei boschi un’attività fondamentale per la tutela della collettività. “Lasciare a casa personale già formato sul territorio e costringere i cittadini all’immigrazione o alla disoccupazione è un controsenso economico e sociale”, concludono i rappresentanti del comitato. L’appello rivolto ai vertici delle Comunità Montane e all’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania è quello di garantire in futuro bandi pubblici chiari, aperti a tutti i titolati del territorio, per superare definitivamente un sistema percepito come opaco.