Il progetto dell’ASL Salerno dedicato allo sviluppo della dialisi domiciliare per i pazienti delle aree interne e disagiate si è aggiudicato il primo premio del “Patient Engagement Award”, il concorso promosso da Helaglobe dedicato alla valorizzazione delle migliori esperienze in grado di innovare e generare un impatto positivo nella vita delle persone con patologia e dei loro caregiver. Il prestigioso riconoscimento, giunto quest’anno alla sua quarta edizione, è stato conferito all’ASL Salerno, guidata dal Direttore Generale e Vice Presidente Nazionale di Federsanità, ing. Gennaro Sosto, questa mattina presso il Duo Milan Porta Nuova di Milano.
La casa come primo luogo di cura
La progettualità premiata risponde in pieno alle indicazioni della Regione Campania sull’assistenza territoriale e sulla casa come primo luogo di cura. Essa, infatti, consente di effettuare la dialisi direttamente al domicilio del paziente, nell’ottica del paradigma propugnato dal Direttore Generale Sosto al fine di migliorare le condizioni di vita delle persone sottoposte a dialisi. Questa prassi innovativa umanizza il processo di somministrazione, eliminando i disagi legati agli spostamenti, fino a ieri inevitabili per i pazienti residenti lontano dai presidi ospedalieri.
L’impegno della nefrologia di Eboli
Il progetto è coordinato dalla UOC di Nefrologia dell’ospedale di Eboli, diretta dal dr. Giuseppe Gigliotti: “Il rene artificiale domiciliare – ha dichiarato – è una tecnologia fortemente voluta dall’Azienda per migliorare le condizioni di vita delle persone sottoposte a dialisi, umanizzando il processo di somministrazione. Nel prossimo futuro, il progetto coinvolgerà un numero sempre maggiore di pazienti arruolabili, soprattutto quelli distanti dai punti di erogazione della dialisi ospedaliera”.
Medicina di prossimità e telemedicina
Il servizio, rivolto prevalentemente ai residenti di comuni con particolari difficoltà nell’accesso alle cure a causa della propria posizione geografica, rappresenta un incontro virtuoso tra medicina di prossimità e telemedicina. Attraverso questo modello, diventa possibile fornire un trattamento di alta qualità e personalizzato, offrendo al paziente maggiore flessibilità, autonomia e un netto miglioramento della qualità della vita, garantendo al contempo equità d’accesso.
Il futuro dell’assistenza territoriale
“L’Azienda sta investendo molto su tecnologie in grado di migliorare la vita delle persone, soprattutto di quelle che si sottopongono settimanalmente a procedure intense e faticose”, afferma il Direttore Generale, ing. Gennaro Sosto. “La casa come primo luogo di cura non può essere un semplice slogan: il rene artificiale si unisce alla realizzazione di un modello di assistenza territoriale che vede l’Azienda e i suoi professionisti in prima linea per migliorare la presa in carico della persona, anche nelle aree meno servite dai servizi sanitari”.