Franco Alfieri lascia i domiciliari: «È la luce in fondo al tunnel»

Scritto il 11/07/2026
da Ernesto Rocco

ll tribunale di Salerno revoca la misura cautelare per Franco Alfieri. L'ex presidente della Provincia resta all'obbligo di dimora a Torchiara. Il punto sulle inchieste giudiziarie

Dopo 26 giorni trascorsi nel carcere di Fuorni e 626 giorni agli arresti domiciliari presso la sua abitazione di Torchiara, Franco Alfieri, ex sindaco di Capaccio Paestum ed ex presidente della Provincia di Salerno, riacquista un parziale ritorno alla libertà. Nella giornata di ieri, i giudici del Tribunale di Salerno hanno revocato la misura cautelare legata all’inchiesta su un presunto scambio politico-mafioso, risalente alle elezioni del 2019.

Le restrizioni residue e i procedimenti in corso

Per l’amministratore cilentano, la situazione giudiziaria rimane complessa. Resta in vigore l’obbligo di dimora nel comune di residenza, Torchiara, una misura disposta nell’ambito di un altro processo pendente presso il Tribunale di Vallo della Lucania, riguardante presunte irregolarità negli appalti della pubblica illuminazione. La vicenda giudiziaria di Alfieri è articolata e vede l’ex amministratore al centro di ulteriori procedimenti, tra cui quello relativo al sottopasso di Paestum e quello riguardante l’annullamento di contravvenzioni da parte della polizia municipale capaccese.

Dalla scalata politica al terremoto giudiziario

Il 3 ottobre 2024 segnò una svolta drastica con il blitz della Guardia di Finanza che portò all’arresto di Alfieri, interrompendo una carriera politica iniziata come sindaco più giovane d’Italia a Torchiara e proseguita con ruoli di primo piano ad Agropoli e Capaccio Paestum. Secondo la Procura di Salerno, le irregolarità negli appalti della pubblica illuminazione, commesse in accordo con la ditta Dervit, avrebbero configurato un’ipotesi di corruzione. Tali eventi hanno portato alle dimissioni di Alfieri dalle cariche di sindaco e presidente della Provincia. Il processo, trasferito a Vallo della Lucania, prosegue e potrebbe giungere a sentenza dopo la pausa estiva.

La battaglia legale e il sostegno del territorio

Durante il periodo di detenzione, Alfieri ha affrontato i vari procedimenti giudiziari presenziando in aula, assistito dai legali e dal figlio Alessandro. Nonostante le tesi della Procura, che ha costantemente evidenziato il suo ruolo influente sul territorio come motivo per negare la libertà, Alfieri ha espresso la volontà di difendersi dalle accuse. Questi mesi sono stati segnati anche da eventi dolorosi, come la perdita della madre, a fronte delle manifestazioni di vicinanza espresse dalle comunità amministrate in passato.

Per i suoi sostenitori, la decisione del Tribunale di ieri rappresenta un segnale importante per il proseguimento della sua battaglia giudiziaria.