Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha definito un piano strategico di portata nazionale per fronteggiare la crisi idrica, mettendo al centro del programma la Campania. Con uno stanziamento totale di 742 milioni di euro, la regione ottiene la cifra più consistente tra tutti i territori italiani, finalizzata a sostenere 41 interventi infrastrutturali di primaria importanza. L’obiettivo delle opere è duplice: incrementare la resilienza delle condotte e ridurre le perdite, garantendo al contempo una gestione più efficiente delle risorse e un costante monitoraggio della sicurezza degli impianti.
Come affermato dal Sottosegretario al Mit Tullio Ferrante, la strategia poggia su una programmazione inedita: “La sicurezza idrica è una delle grandi sfide infrastrutturali che il Mit sta affrontando con una strategia concreta, basata su programmazione e investimenti senza precedenti. Per la Campania sono previsti 41 interventi per un finanziamento complessivo di ben 742 milioni di euro, la cifra più alta tra tutte le regioni: si tratta di risorse fondamentali per rafforzare la resilienza delle reti, ridurre le perdite, migliorare l’efficienza del servizio, il monitoraggio e la sicurezza delle infrastrutture”.
Focus sulla provincia di Salerno e il piano regionale
Il contesto campano beneficia di un quadro di interventi ampio, che si inserisce in un programma nazionale da oltre 6 miliardi di euro. Oltre ai finanziamenti destinati alla Diga di Campolattaro, che riceve 320 milioni di euro, e alle risorse per le aree del napoletano, del Sarnese-Vesuviano e del litorale Flegreo-Domiziano, un ruolo di rilievo è ricoperto dal territorio salernitano. Per la provincia di Salerno sono stati stanziati oltre 108 milioni di euro, una cifra essenziale per ammodernare il sistema di distribuzione locale.
Il Sottosegretario Ferrante ha chiarito la portata del piano: “Come illustrato dal Ministro Matteo Salvini nella Cabina di regia sulla crisi idrica – aggiunge – il programma nazionale degli investimenti conta 733 interventi per oltre 6 miliardi di euro, ai quali si aggiungono 1 miliardo di euro per il settore idrico potabile e ulteriori 700 milioni di euro per interventi destinati all’uso irriguo”.
Verso una gestione moderna dell’acqua
Il piano intende colmare i ritardi infrastrutturali storici del territorio, preparando le reti locali ad affrontare le criticità legate ai cambiamenti climatici. La modernizzazione dei sistemi idrici è vista come una leva per lo sviluppo economico e per la tutela della qualità della vita dei cittadini. La fase operativa dovrà ora tradurre rapidamente le risorse stanziate in cantieri effettivi.
“Continuiamo a lavorare con determinazione affinché ogni euro stanziato si traduca rapidamente in opere concrete, perché garantire l’accesso all’acqua – conclude Ferrante – significa tutelare la qualità della vita dei cittadini, sostenere lo sviluppo economico e rafforzare la competitività dei nostri territori”.