A Battipaglia la solidarietà e l’indignazione si muovono di pari passo di fronte a una situazione di estrema vulnerabilità che richiede risposte immediate. Il segretario cittadino di Forza Italia, l’avvocato Carmine Galdi, ha sollevato nuovamente il caso della famiglia Izzo, indirizzando una richiesta d’aiuto urgente ai vertici dello Stato, della Chiesa e delle amministrazioni locali per porre fine a un isolamento che dura ormai da troppi mesi.
Emergenza umanitaria a Battipaglia: l’appello alle istituzioni
Nel suo richiamo formale, il segretario cittadino si rivolge direttamente alle massime cariche istituzionali e religiose per chiedere un interessamento immediato:
“Il sottoscritto Avv. Carmine Galdi, segretario cittadino di Forza Italia, si rivolge con un nuovo, accorato appello al Presidente della Repubblica On. Sergio Mattarella, al Monsignore Elemosiniere di Sua Santità, al Ministro del Lavoro, al Prefetto di Salerno, alla Sindaca di Battipaglia Dott.ssa Cecilia Francese, al Presidente del Consiglio Comunale e al Direttore del Consorzio Tusciano Solidale, per segnalare una condizione di emergenza che non può più essere ignorata.”
Una quotidianità estrema tra privazioni e rischi per la salute
Giuseppe, Anna e il figlio Ernesto vivono ormai da sedici mesi all’interno di una roulotte fatiscente posizionata su blocchi di cemento nel parcheggio di un supermercato sulla Statale 18. In questo spazio ristretto, privo di acqua, corrente elettrica e dei più basilari servizi igienici, le condizioni del nucleo familiare sono degenerate drasticamente con l’arrivo dell’estate.
Come descritto nel documento inviato alle autorità, “la roulotte si è trasformata in una vera e propria trappola mortale. La gravità della situazione è testimoniata dal recente ricovero d’urgenza della signora Anna Sellitti, vittima di malori causati dalle temperature estreme che rendono l’abitacolo un ambiente invivibile”.
Oltre al pericolo concreto per l’incolumità fisica, si registra un forte impatto sul piano psicologico. L’avvocato Galdi evidenzia infatti come la “famiglia stia subendo un logoramento psicologico profondo che richiede un intervento umano e solidale, ben lontano dalle sterili risposte burocratiche”.
Le richieste d’intervento e l’appello alla solidarietà
L’appello si traduce in richieste precise e coordinate per sottrarre la famiglia Izzo a questo stato di marginalità. Da un lato si punta sul sostegno spirituale e materiale della Chiesa: “si invoca l’intervento dell’Elemosiniere di Sua Santità affinché, nel segno della carità, si riesca a trovare una sistemazione dignitosa per il nucleo familiare”.
Dall’altro, si esortano i referenti civili ad “attivarsi con estrema celerità per fornire un riparo immediato ed evitare che la vicenda si trasformi in una tragedia irreparabile. Infine, è necessario attivare un percorso di monitoraggio socio-sanitario che prenda in carico non solo le necessità materiali, ma anche la fragile condizione emotiva di queste persone”.
La dignità e il diritto alla salute devono rimanere al centro dell’azione pubblica. Il promotore dell’iniziativa conclude ricordando che “Nessun essere umano dovrebbe essere lasciato morire nell’indifferenza”, auspicando che questo secondo sollecito istituzionale possa finalmente “salvare la vita della famiglia Izzo”.