Il Carnevale di Agropoli, uno degli eventi più sentiti e partecipati della comunità locale, si trova ad affrontare una crisi profonda. Le tensioni tra l’Associazione Il Carro, storica organizzatrice della manifestazione, e l’amministrazione comunale sono degenerate a causa di presunte promesse non mantenute e di una problematica logistica che mette a rischio il futuro stesso dei maestri carristi.
Al centro della disputa ci sono due questioni cruciali: la mancata realizzazione del Carnevale estivo, precedentemente annunciato, e lo sfratto imminente dai capannoni utilizzati per la lavorazione dei carri allegorici in cartapesta.
Lo scontro sul Carnevale estivo e sui capannoni
La pianificazione di una sfilata estiva, che avrebbe dovuto richiamare turisti e valorizzare l’artigianato locale anche nei mesi caldi, è rimasta unicamente su carta. A questo mancato appuntamento si aggiunge un’emergenza ben più grave per gli artigiani, i quali rischiano ora di non avere più un luogo fisico dove progettare e costruire le proprie opere per le prossime edizioni.
I carristi avrebbero infatti ricevuto un sollecito di sgombero per la struttura in cui hanno operato fino all’ultimo martedì grasso, un capannone la cui gestione era stata concordata direttamente tra l’ente comunale e la società proprietaria dell’immobile.
Le parole del presidente Mario Picariello
La reazione dei vertici dell’associazione non si è fatta attendere. Il presidente dell’Associazione Il Carro, Mario Picariello, ha espresso parole di forte amarezza e delusione per la gestione della vicenda, puntando il dito direttamente contro l’esecutivo cittadino.
«Siamo stati abbandonati e abbiamo avuto già un intimo di sfratto dalla società che ci ha dato il capannone tramite il comune di Agropoli», ha dichiarato Picariello, evidenziando la gravità della situazione logistica.
Il presidente ha poi sottolineato il valore sociale e culturale del lavoro svolto dai volontari, contrariato dall’assenza di tutele da parte delle istituzioni: «Noi dell’associazione lavoriamo e facciamo sacrifici e passione per la nostra città e per l’evento e sentirci dire che dobbiamo andare via perché il comune non ha i soldi per pagare, ci rammarica – prosegue – i ragazzi speravano in un evento estivo ma anche nella realizzazione della cittadella del Carnevale, ma fin ora nulla si è concretizzato».
La questione dei locali rimane il nodo più critico, poiché l’associazione ritiene di essere rimasta vittima di inadempienze burocratiche e finanziarie esterne al proprio operato. «Non bisognava arrivare a farci fare uno sfratto perché gli accordi con i titolari del capannone sono stati fatti dall’amministrazione comunale», ha concluso Picariello.