Incontri e Racconti d’Estate, il nuovo format ideato e condotto da Alessandra Pazzanese, è un programma di approfondimento che accompagna la stagione estiva con storie, testimonianze e interviste capaci di raccontare persone, esperienze e percorsi che lasciano il segno.
Uno spazio dedicato al dialogo e all’ascolto, dove l’attualità incontra le emozioni e le vicende umane diventano occasione di riflessione. Protagonista della nuova puntata è Diego Pepe, 18 anni, di Roccadaspide, diplomatosi presso il Liceo Coreutico “Alfano I” di Salerno e recentemente ammesso all’Accademia Nazionale di Danza di Roma, il più prestigioso istituto italiano di alta formazione coreutica, classificandosi primo nella graduatoria di ammissione.
Nel corso dell’intervista, Diego ha raccontato il percorso che lo ha portato a raggiungere tale traguardo, un percorso fatto di impegno, sacrificio e passione per la danza, ma ha anche presentato il suo prossimo appuntamento artistico: lo spettacolo “L’evoluzione del movimento, lo scorrere del tempo come traccia visibile del movimento”, in programma il 4 agosto a Roccadaspide, in Piazza XX Settembre e ad accesso gratuito per tutti. Diego è il direttore artistico dello spettacolo che si sviluppa attorno al concetto del tempo, interpretato attraverso il linguaggio universale del corpo e della danza.
Il movimento diventa così memoria, trasformazione e racconto, lasciando una traccia visibile del suo passaggio e creando un forte legame con il tema scelto per il Festival dell’Aspide 2026: “tempo”, appunto. Lo spettacolo del 4 agosto si colloca all’interno di una delle serate del pre-festival, una settimana di appuntamenti che anticiperà il Festival dell’Aspide, in programma dal 7 al 9 agosto a Roccadaspide, evento di punta dell’estate cilentana.
Nella sua intervista, Diego, ha raccontato di un giovane pieno di sogni e talento che ha già vissuto tante esperienze di altissimo spessore nel mondo della danza. Un dialogo che intreccia di percorsi complessi, di sacrifici, di sogni, formazione e arte e racconta anche come il movimento possa diventare espressione del tempo e della crescita personale, ma anche occasione per valorizzare il luogo delle radici attraverso la cultura.