La pizza non è soltanto impasto, pomodoro e cottura. Dietro ogni locale ci sono scelte quotidiane che riguardano le materie prime, i produttori, il consumo delle risorse, gli imballaggi e la gestione degli sprechi. È da questa consapevolezza che nasce il Forno Verde – Goeldlin, il riconoscimento assegnato da 50 Top Pizza alle pizzerie che si distinguono per il loro impegno concreto nei confronti della sostenibilità ambientale.
L’edizione 2026 di 50 Top Pizza Italia, presentata lunedì 21 luglio al Teatro Manzoni di Milano, ha premiato sei locali. Tre di questi portano con sé un legame forte con il Cilento e con la provincia di Salerno: Modus di Paolo De Simone, a Milano; Le Grotticelle di Angelo Rumolo, a Caggiano; e L’Ammaccata di Christian Santomauro, a Casal Velino. Gli altri riconoscimenti sono andati a Cambia-Menti di Ciccio Vitiello, a Caserta; Gigi Pipa di Alberto Morello, a Este; e Sasà Martucci, con le sue insegne di Caserta e Milano.
Cos’è e cosa premia il Forno Verde
Il Forno Verde non premia una dichiarazione d’intenti, ma un modo preciso di intendere la ristorazione. Significa scegliere ortaggi e ingredienti provenienti da coltivazioni rispettose dell’ambiente, privilegiare produttori attenti alla filiera, ridurre gli sprechi, eliminare quanto più possibile la plastica e adottare contenitori e materiali compatibili con una gestione responsabile del locale. Il riconoscimento è infatti rivolto alle pizzerie che dimostrano una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale in ogni parte del proprio lavoro.
Nel Cilento questi principi non rappresentano una moda recente. Il rapporto con la stagionalità, con i piccoli produttori, con i grani e con le materie prime locali appartiene da sempre alla cultura contadina del territorio. La vera sfida, oggi, è trasformare questa eredità in un modello organizzato e contemporaneo, capace di incidere realmente sulla vita di una pizzeria.
L’eccellenza cilentana da Milano al territorio
Paolo De Simone, originario del Cilento, ha portato questa visione fino a Milano attraverso Modus. La sua pizza racconta il territorio con ingredienti, ricette e produzioni che arrivano dalla sua terra d’origine, dimostrando che il Cilento può essere rappresentato anche a centinaia di chilometri di distanza senza diventare una semplice operazione d’immagine.
A Caggiano, Angelo Rumolo porta avanti con Le Grotticelle un lavoro costruito sul dialogo con il territorio, sulla selezione delle materie prime e su una ristorazione capace di tenere insieme identità e responsabilità.
A Casal Velino, Christian Santomauro ha fatto dell’Ammaccata un progetto dedicato al recupero della pizza cilentana e alla cultura gastronomica locale. L’impasto, il cacioricotta di capra, il pomodoro, l’olio extravergine e il rapporto con i produttori diventano parti di un racconto più ampio, nel quale la tutela della tradizione procede insieme a una maggiore consapevolezza ambientale.
L’impatto sul sistema gastronomico locale
Il fatto che tre dei sei Forni Verdi italiani del 2026 siano legati a questo territorio è un risultato importante. Non soltanto per i professionisti premiati, ma per tutto il sistema gastronomico cilentano, che dimostra di poter essere riconosciuto a livello nazionale anche per la qualità etica delle proprie scelte.
Il rispetto per il pianeta che ci ospita non dovrebbe essere considerato un valore aggiunto o una strategia di comunicazione. È una responsabilità che riguarda tutti: imprese, produttori e consumatori. Non smetteremo mai di ripeterlo, perché ridurre gli sprechi, scegliere filiere responsabili e limitare l’uso della plastica sono prima di tutto un dovere etico e morale.
Il Forno Verde serve anche a questo: ricordare che una pizza può essere buona, identitaria e contemporanea, ma che il suo valore cresce davvero quando viene realizzata rispettando le persone, il territorio e l’ambiente.