Mare in Campania, i dati Arpac di luglio: Cilento al top, Salerno e Capaccio tra divieti e criticità

Scritto il 23/07/2026
da Ernesto Rocco

I dati Arpac sulla qualità delle acque in provincia di Salerno per il mese di luglio: eccellenza nel Cilento, ma riemergono criticità e divieti tra Salerno, Pontecagnano e Paestum

I dati diffusi dall’Arpac sulla qualità delle acque lungo la costa salernitana delineano un mese di luglio tra luci e ombre. Da un lato spiccano gli straordinari risultati della costa cilentana, ai vertici della provincia per oltre cento chilometri; dall’altro riemergono vecchie e nuove criticità.

Il caso Salerno: la situazione a Universo Beach e alle foci dei fiumi

Tra queste ultime figurano le condizioni del litorale di Universo Beach, di recente interdetto dal Comune di Salerno. Se da Palazzo di Città il provvedimento era stato adottato a causa del materiale impiegato per il ripascimento del Lungomare Marconi — caratterizzato da una carica batterica dieci volte superiore ai limiti di legge —, il giudizio dell’Arpac appare meno netto: la qualità del mare rientra nei parametri normativi, sebbene si registri un singolo incremento esponenziale di Escherichia coli oltre la soglia consentita. Tradotto: il mare risulta balneabile ma, per la prima volta, l’agenzia sconsiglia la balneazione nel tratto compreso tra Pastena e Torrione.

Questa zona si aggiunge ai punti che presentano problemi atavici di balneabilità, tra cui figura l’area adiacente alla foce est del fiume Irno. Sono proprio le foci dei corsi d’acqua a soffrire maggiormente dei fenomeni di inquinamento. Di conseguenza, risultano interdetti anche i tratti immediatamente a nord e a sud della foce del Picentino, nel comune di Pontecagnano Faiano, e la località Spineta Nuova a Battipaglia.

Piana del Sele: eccellenze a Eboli e controlli a Capaccio Paestum

Nella Piana del Sele, il mare di Eboli rappresenta un’oasi di qualità, con acque eccellenti lungo tutto il litorale. Tuttavia, nelle ultime ore, i social network sono stati invasi da foto e video che mostrano ampie chiazze di colore verde intenso a ridosso della riva. Si tratta di un fenomeno del tutto naturale, legato alle alte temperature stagionali, ma per molti bagnanti tuffarsi in un mare dall’aspetto poco cristallino resta un azzardo.

Criticità simili sono state rilevate negli ultimi giorni anche a Capaccio Paestum, comune da anni impegnato nel contrasto agli sversamenti illeciti da parte delle aziende bufaline. Negli ultimi mesi, le attività della Polizia Municipale hanno permesso di individuare e bloccare lo sversamento di reflui nei canali che sfociano in mare. Ciononostante, la qualità delle acque non ha ancora raggiunto livelli di eccellenza e nelle scorse ore è spuntato un nuovo divieto di balneazione temporaneo a causa di dati sfavorevoli in località Ponte di Ferro emersi a seguito di prelievi straordinari effettuati il 20 luglio. Degli altri sette tratti di costa in cui l’Arpac suddivide il litorale capaccese, soltanto tre ottengono il massimo punteggio. Le località Casina d’Amato, Villaggio Merola e Foce Acqua dei Ranci registrano una valutazione “buona”, mentre Torre di Paestum si ferma al giudizio di “sufficiente”.

Il primato del Cilento e il confronto con la Costiera Amalfitana

Superato il fiume Solofrone, l’inquinamento sembra diventare un ricordo. Da Agropoli a Sapri, passando per le perle di Santa Maria di Castellabate, Acciaroli, Palinuro e Marina di Camerota, le acque sono ovunque eccellenti per un bagno in totale sicurezza. Il Cilento si aggiudica così il primato per il maggior numero di tratti costieri consecutivi con la massima qualità del mare, superando nel confronto diretto la Costiera Amalfitana.

Il distacco, tuttavia, non è netto: tra Vietri sul Mare e Positano l’intera costa è balneabile e gode della massima valutazione, con la sola eccezione di due punti classificati un gradino più in basso, ossia Spiaggia Maiori 1 e Le Sirene. Risultano superate, infine, le criticità registrate a Cetara dove, per una vicenda analoga a quella di Salerno, era stato interdetto l’arenile di Marina di Lago a causa di un’inchiesta sul materiale impiegato per il ripascimento. Se in primavera l’Arpac era intervenuta bocciando le opere, dagli ultimi rilievi non sono emerse ulteriori problematiche.

Il monitoraggio Arpac e il bilancio complessivo del mare campano

L’agenzia regionale per la protezione ambientale monitora mensilmente, da maggio a settembre, le condizioni delle 330 acque di balneazione in cui è suddiviso il litorale campano. I tratti di mare che in seguito ai prelievi hanno una qualità sufficiente, buona, eccellente e quelle di nuova classificazione sono da ritenersi balneabili; le acque, invece, risultate di qualità scarsa sono considerate non balneabili. Il mare campano ha fatto registrare un notevole incremento dei tratti di costa balneabili negli ultimi anni, arrivando a toccare il 98%.