Proseguono a tutto campo gli approfondimenti investigativi coordinati dalla Procura di Salerno per chiarire i contorni dell’omicidio di Luca Esposito, il 53enne giornalista di Nocera Superiore il cui corpo è stato rinvenuto carbonizzato nelle prime ore di domenica in un’area agricola in località Cioffi, ad Eboli.
Nella mattinata di ieri, il procuratore capo Raffaele Cantone ha svolto un vertice operativo per fare il punto sugli ultimi sviluppi. Durante l’incontro, Cantone ha raccolto informazioni dettagliate dai carabinieri della Compagnia ebolitana, guidati dal capitano Serafino Palumbo, a cui sono delegate le indagini, facendosi riferire anche i primi riscontri emersi dall’esame autoptico.
I dettagli dell’autopsia e i rilievi legali
L’esame autoptico è stato eseguito martedì pomeriggio presso l’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Eboli, dove i resti del cronista sportivo restano attualmente sotto sequestro all’interno dell’obitorio. Per concedere il nulla osta al dissequestro della salma e consentire la celebrazione dei funerali, sarà necessario attendere l’esito degli ulteriori accertamenti disposti dal pubblico ministero Alessandro Di Vico, tra cui l’esame del DNA per la certificazione definitiva dell’identità.
Dalle verifiche medico-legali continuano intanto a emergere elementi decisivi a conferma della violenta aggressione subita dal 53enne. Oltre alle fratture al volto evidenziate sia dalla Tac di lunedì sia dall’autopsia, le indiscrezioni indicano che il corpo di Esposito è stato rinvenuto con il braccio sinistro alzato a proteggersi il viso. Si tratta di un gesto istintivo di difesa che consolida la ricostruzione della dinamica dell’aggressione e indirizza sempre più gli inquirenti verso l’ipotesi di un movente personale o di una rapina finita nel peggiore dei modi.
Le telecamere di sorveglianza e il giallo dei telefoni
Un apporto fondamentale alla ricostruzione degli ultimi spostamenti della vittima arriva dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza. I filmati mostrano infatti che Esposito ha raggiunto la zona isolata di Cioffi insieme a un uomo la cui identità resta ancora ignota.
Parallelamente, le forze dell’ordine stanno analizzando a fondo la vita privata e professionale del giornalista, passando al vaglio i tabulati telefonici e i contatti avuti nei giorni precedenti al delitto. Permane inoltre un forte elemento di riscontro sui dispositivi in suo possesso: secondo quanto si apprende, le ricerche avrebbero portato al ritrovamento di uno solo dei due telefoni cellulari che la vittima era solita utilizzare, lasciando aperto un ulteriore interrogativo al vaglio degli investigatori.