Un passo decisivo verso la riqualificazione del patrimonio pubblico e il potenziamento dei servizi di assistenza territoriale nell’Alto Cilento. La Giunta Comunale di Piaggine, guidata dal sindaco Renato Pizzolante, ha approvato il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE) per la realizzazione di una nuova Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) e presidio sanitario in Corso Sayalonga.
L’intervento, dal valore complessivo di 3 milioni di euro, prevede l’abbattimento e la ricostruzione dell’edificio dell’ex Istituto Magistrale “G. Roselli”, oggi segnato da marcate criticità strutturali e di vulnerabilità sismica.
Un presidio da 32 posti letto per colmare il divario assistenziale
L’iniziativa punta a intercettare i fondi dell’Avviso Pubblico nazionale per le “Aree Interne”, che mettono a disposizione contributi statali fino a 3 milioni di euro per la demolizione, ricostruzione o adeguamento sismico di strutture pubbliche.
Sulla base di uno studio tecnico che ha rilevato le carenze assistenziali nell’area interna dell’Alto Cilento, l’Amministrazione si propone di convertire lo storico immobile in un polo socio-sanitario in grado di ospitare tra i 25 e i 32 posti letto.
Parallelamente all’approvazione del progetto di fattibilità, la Giunta ha disposto la variazione al Programma Triennale delle Opere Pubbliche 2026-2028 e all’Elenco Annuale 2026 per inserire l’opera tra quelle programmate dall’Ente. L’efficacia del provvedimento resta comunque subordinata all’effettivo ottenimento del contributo statale.
Il quadro economico e i vincoli di destinazione d’uso
Il quadro finanziario dell’opera, dell’importo totale di 3.000.000,00 di euro, si articola in 2.500.200,00 euro destinati a lavori e forniture (compresi gli oneri per la sicurezza) e 499.800,00 euro riservati a somme a disposizione della stazione appaltante per spese tecniche, indagini, collaudi e imposte.
Per rispondere ai criteri d’ammissibilità del bando ed evitare possibili revoche del finanziamento, il Comune ha sancito un vincolo formale sulla struttura. L’immobile ricostruito dovrà mantenere l’esclusiva destinazione d’uso a RSA o presidio sanitario per un periodo minimo e continuativo di dieci anni dalla conclusione e dal collaudo dei lavori