“Le Fonderie Pisano sono diventate un oggetto di demagogia da parte dei Cinque Stelle, cosa che è veramente insopportabile”. È il duro attacco lanciato dal sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, che torna sulla vicenda dello stabilimento di via dei Greci ribadendo che la competenza sulle valutazioni ambientali non appartiene al Comune, bensì alla Regione Campania, attraverso Arpac e Asl.
“Dal punto di vista urbanistico noi non dobbiamo decidere assolutamente niente. È tutto deciso. Quello su cui bisogna pronunciarsi è sul fatto che le fonderie siano inquinanti rispetto agli abitanti della zona. E gli organi che decidono se una fabbrica è inquinante sono regionali, cioè l’Arpac e l’Asl. Il Comune non c’entra più niente”, ha affermato il sindaco.
Le accuse al Movimento 5 Stelle e il nodo delocalizzazione
De Luca ha poi accusato il Movimento 5 Stelle di alimentare confusione per non assumersi responsabilità. “Ora, siccome hanno paura di assumersi decisioni, cercano di fare sempre confusione, secondo il loro stile. Per quello che ci riguarda tempo da perdere non ne abbiamo”.
Il primo cittadino ha quindi rivendicato di essere stato il primo, quando era presidente della Regione Campania, a sollecitare i controlli ambientali sull’impianto. “È giusto ricordare che il primo che ha chiesto i controlli alla Regione era l’ex presidente della Regione, che è chi vi sta parlando. Quindi il controllo è stato sollecitato da me e deve essere certificato da due organismi regionali: Arpac e Asl. Se è inquinante, va chiuso immediatamente l’impianto. Se no, bisogna fare di tutto, in accordo con le organizzazioni sindacali, per delocalizzare comunque quell’attività che non può essere insediata nel cuore di una città. Ma il tema ambientale è di competenza della Regione. Quindi la smettano di fare demagogia e di farci perdere tempo”.
Lo stop all’impianto e l’attesa per la Conferenza dei Servizi
Le dichiarazioni arrivano mentre si avvicina un nuovo passaggio decisivo per il futuro delle Fonderie Pisano. Lo stabilimento di via dei Greci è fermo dal 25 marzo scorso, quando la Regione Campania ha sospeso l’Autorizzazione Integrata Ambientale per il mancato adeguamento dell’impianto alle normative europee sulle Bat.
Lo scorso 22 giugno la proprietà ha presentato un piano di decarbonizzazione che punta alla conversione degli impianti all’elettrico per superare le criticità contestate dagli uffici regionali. Il progetto sarà esaminato nel corso della Conferenza dei Servizi convocata dalla Regione per il prossimo 26 agosto.
Ma la delocalizzazione è la strada che torna a farsi presente: lo stabilimento, infatti, insiste in un’area che il Piano Urbanistico Comunale non classifica come industriale e, pertanto, resta incompatibile con la pianificazione urbanistica della città. Una linea che Palazzo di Città considera ormai definitiva, mentre resta aperto il confronto sul futuro dei lavoratori e sull’eventuale delocalizzazione dell’impianto.