Il 27 luglio rimane un giorno particolare per la comunità di Vallo della Lucania e non solo, una ricorrenza sentita che unisce fede e tradizione. Nella giornata di ieri l’intera Diocesi si è ritrovata per celebrare il suo patrono, San Pantaleone medico e martire.
La solenne processione e la tappa all’Ospedale San Luca
Il momento centrale e più suggestivo è stata la Solenne processione della sera dove il lungo corteo di statue ha attraversato le vie cittadine, e che ha visto la presenza di numerose autorità civili, militari e religiose. Significativa poi è stata la consueta sosta presso l’Ospedale San Luca, dove si è svolto un momento di preghiera e vicinanza per chi soffre e per chi si prende cura di loro.
Quest’anno ad anticipare la statua del Santo Patrono è stata la sacra effige di San Francesco di Pellare, in occasione degli 800 anni dalla morte del poverello d’Assisi.
“Se c’è qualcosa che accomuna questi due santi, è proprio questa attenzione per i più piccoli — ha detto il Vescovo Mons. Vincenzo Calvosa — provenendo da famiglie abbastanza agiate, e incontrando Gesù Cristo, hanno capito che tutto l’amore che hanno sperimentato attraverso di lui, il modo come ricambiare l’amore verso di lui è l’avere proprio l’attenzione ai più poveri ai più semplici, e ancora oggi è un messaggio attualissimo, ci raggiunge, che dobbiamo tenere in considerazione perché noi cristiani seguendo Cristo dobbiamo avere il cuore aperto, il suo amore, la sua misericordia, allo stesso tempo avere questa misericordia verso gli altri, verso soprattutto chi è più bisognoso, quindi due grandi Santi che oggi vengono accumunati oltre a tutti i santi che faranno corona proprio a testimonianza di questa fede nel Signore Gesù Cristo, che ci ha amato, ha dato la sua vita per noi”.
Le voci delle istituzioni: un’identità condivisa
“San Pantaleone è la festa sì di Vallo ma è la festa della Diocesi — ha sottolineato il sindaco Antonio Sansone — 37 comunità che si uniscono intorno ad un santo che tutti riconoscono come il grande Santo che ci protegge dall’alto, San Pantaleone medico e martire”.
“Una tradizione che si rinnova ma soprattutto un messaggio di fede, di identità culturale e religiosa per Vallo ma per l’intera Diocesi di Vallo della Lucania di cui San Pantaleone è il patrono, un bel momento che unisce il territorio”, le parole del Vicepresidente della Provincia di Salerno Giovanni Guzzo.
Un legame viscerale: “Viva San Pantaleo”
Una festa attesa tutto l’anno dai vallesi ma anche da tutto il comprensorio. Gli occhi lucidi pieni di emozione degli stessi portatori e quel “Viva san Pantaleo” che riecheggia per le vie cittadine, testimoniano come questo legame con il Santo taumaturgo sia profondo e forte.