In seguito all’avvio delle indagini da parte della Procura della Repubblica di Salerno su un giovane residente nel territorio salernitano, la difesa del venticinquenne di Capaccio Paestum è intervenuta per chiarire alcuni aspetti sostanziali della posizione del proprio assistito, sottolineando il rispetto del segreto investigativo e della presunzione di non colpevolezza.
La decisione del GIP e la misura applicata
L’avvocato Marco Nigro, legale del giovane indagato, ha evidenziato come il quadro cautelare sia stato ridimensionato all’esito delle verifiche giudiziarie. La difesa “accoglie con favore la decisione del Giudice per le indagini preliminari di non applicare la misura degli arresti domiciliari richiesta dal Pubblico Ministero”, precisando che il GIP ha disposto una misura meno afflittiva dopo aver valutato le spiegazioni fornite durante l’interrogatorio e la documentazione presentata.
Come sottolineato dalla nota legale, la scelta del Giudice rappresenta un elemento rilevante poiché l’autorità giudiziaria “non ha integralmente condiviso la richiesta dell’accusa quanto alla natura e all’intensità della misura da applicare”. A determinare la valutazione del GIP hanno contribuito la ricostruzione del percorso universitario del giovane, gli elementi documentali depositati e soprattutto la “consapevolezza critica maturata e la netta presa di distanza dell’indagato dalle condotte oggetto di contestazione”.
Il viaggio all’estero legato al progetto Erasmus
Un punto centrale dell’intervento difensivo riguarda l’ipotesi di un ipotizzato trasferimento all’estero per aderire a formazioni estremiste. Il legale ha precisato che lo spostamento programmato era in realtà connesso a motivazioni di carattere accademico, essendo legato alla partecipazione del ragazzo a un programma universitario ufficiale.
La difesa ha chiarito che la documentazione acquisita conferma la regolarità del percorso di studi e l’effettiva esistenza del progetto Erasmus, aggiungendo che “la rappresentazione del viaggio come iniziativa esclusivamente o principalmente finalizzata all’inserimento in ambienti estremisti non può pertanto essere proposta in termini univoci: la ragione immediata e documentata della permanenza all’estero era di natura universitaria”.
La precisazione sul materiale informatico rinvenuto
In merito ai file presenti all’interno del dispositivo mobile in uso al venticinquenne, l’avvocato Nigro ha invitato a una valutazione tecnica dettagliata senza automatismi accusatori. La difesa “contesta che possa attribuirsi automaticamente alla mera presenza di documenti rinvenuti su un dispositivo il significato di una raccolta consapevolmente selezionata e finalizzata alla realizzazione di condotte violente”.
Secondo quanto ricostruito dal legale, i documenti contestati si trovavano all’interno del telefono insieme a un’ampia mole di altri file privi di rilevanza penale. La provenienza dei dati, le modalità di ricezione, l’effettiva consultazione e l’uso concreto dei contenuti dovranno pertanto essere oggetto di specifici accertamenti tecnici e processuali nel corso del procedimento.