Santa Marina si prepara ad accogliere la XVIII edizione della “Serata Poesia Pasquale Fortunato”, un appuntamento che da diciotto anni rappresenta uno dei momenti culturali più significativi del territorio, capace di trasformare la memoria in riflessione, la cultura in dialogo e la poesia in un’occasione di crescita collettiva.
L’appuntamento è fissato per venerdì 7 agosto alle ore 20.30, nella piazza antistante la Chiesa Madre di Santa Marina, luogo simbolico della comunità. Cittadini, istituzioni, professionisti e ospiti provenienti da diverse realtà regionali si ritroveranno per condividere una serata dedicata al valore della parola, della memoria e della responsabilità civile.
La dedica a Michele Giudice e il valore della memoria
L’edizione 2026 sarà dedicata alla memoria di Michele Giudice, figura profondamente stimata dalla comunità di Santa Marina, ricordata per l’integrità morale, il forte senso della famiglia, la disponibilità verso gli altri e l’esempio di umanità che ha lasciato in quanti hanno avuto il privilegio di conoscerlo. Dedicargli questa edizione significa riconoscere come il ricordo delle persone che hanno vissuto con coerenza e generosità continui a rappresentare una bussola morale per le nuove generazioni.
Gli ospiti della XVIII edizione: informazione, psicologia e testimonianze
Ad arricchire la XVIII edizione della Serata Poesia saranno ospiti provenienti da ambiti professionali differenti, accomunati dall’impegno quotidiano nel raccontare, comprendere e interpretare la complessità della società contemporanea.
Tra i partecipanti figurano:
Vincenzo Rubano: giornalista professionista Mediaset, tra i più autorevoli cronisti italiani impegnati nel racconto della cronaca e dell’attualità. Nel corso della sua carriera ha seguito alcuni dei principali eventi nazionali e internazionali, distinguendosi anche come giornalista embedded al seguito delle Forze Armate italiane nelle missioni all’estero. È autore del volume Soldati di Pace, nel quale racconta il volto umano delle missioni internazionali e le esperienze vissute dai militari italiani nei teatri operativi. Il suo contributo offrirà una riflessione sul delicato rapporto tra informazione, responsabilità professionale e rispetto della dignità delle persone coinvolte nei grandi eventi di cronaca.
Luca Maurelli: giornalista e scrittore che, dopo una lunga esperienza maturata tra agenzie di stampa, quotidiani e televisioni nazionali, collabora con il Secolo d’Italia. Da anni si occupa di politica, giustizia, economia e tematiche sociali, dedicando particolare attenzione al disagio giovanile, alle dipendenze e alle fragilità che spesso rimangono ai margini del dibattito pubblico. È autore di diversi testi di successo, tra cui La forza dell’amore. Storia di una mamma che combatte senza fare la guerra, Bianca come il male e Io vedo il mare.
Rita Tucci: psicologa, psicoterapeuta sistemico-relazionale e responsabile della didattica della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia dell’ISPPREF di Salerno. Da anni è impegnata nella formazione di psicologi e psicoterapeuti e nella diffusione della cultura della relazione, accompagnando le nuove generazioni di professionisti nello sviluppo di competenze cliniche, relazionali ed etiche. Il suo intervento offrirà uno sguardo sul trauma, sul lutto e sui processi di elaborazione del dolore, evidenziando il valore dell’ascolto e delle relazioni come strumenti di cura.
Michela Rusu: mamma di Alessandro, che ha trasformato una delle esperienze più dolorose che una madre possa affrontare in un messaggio di speranza e di rinascita. Attraverso il racconto della propria storia personale condividerà una testimonianza di straordinaria forza umana, dimostrando come anche la sofferenza più profonda possa diventare occasione di consapevolezza, solidarietà e vicinanza verso gli altri.
A guidare il pubblico lungo questo percorso di riflessione saranno le giornaliste Olga Marotta e Biagina Grippo, che accompagneranno gli interventi degli ospiti in un dialogo capace di intrecciare informazione, cultura, emozioni e memoria.
Storia e identità della manifestazione
La Serata Poesia nasce nel 2007 e porta il nome di Pasquale Fortunato, ventenne scomparso tragicamente in un incidente sul lavoro, con la volontà di trasformare il dolore della perdita in un momento di riflessione condivisa e di crescita culturale. La manifestazione è stata ideata come tributo a tutte quelle persone che, con il proprio esempio umano, civile e culturale, hanno lasciato un segno indelebile nella storia della comunità di Santa Marina.
Giunta oggi alla diciottesima edizione, è divenuta uno degli appuntamenti culturali più longevi e identitari del territorio, capace di coniugare poesia, giornalismo, musica, psicologia, testimonianze di vita e riflessione sociale in un unico percorso di partecipazione collettiva. Nel corso degli anni ha ospitado giornalisti, scrittori, poeti, musicisti e protagonisti del panorama culturale italiano, offrendo al pubblico incontri di alto profilo umano e professionale.
Tra le personalità che hanno contribuito a rendere prestigiosa la manifestazione figurano anche gli indimenticabili Giuseppe Liuccio e Giuseppe De Vita, protagonisti della cultura e della poesia del territorio, il cui ricordo continua a vivere attraverso le parole e il patrimonio culturale che hanno lasciato alla comunità.
Il tema dell’edizione 2026: la responsabilità di comunicare
Il filo conduttore dell’edizione di quest’anno è racchiuso nel titolo: “Il peso delle parole. Trauma, lutto e responsabilità della comunicazione: il ruolo della famiglia, della società, dei social e dei mezzi di informazione”. Un tema di straordinaria attualità che invita a riflettere sul potere della comunicazione in un tempo caratterizzato dalla rapidità dell’informazione e dalla diffusione immediata dei contenuti attraverso i media tradizionali e le piattaforme digitali.
Le parole possono curare oppure ferire, costruire relazioni oppure alimentare conflitti, sostenere chi attraversa il dolore oppure amplificabile la sofferenza. La serata offrirà una riflessione multidisciplinare sul ruolo che ciascuno è chiamato a svolgere, come cittadino, genitore, educatore, giornalista o semplice utilizzatore dei social network, nel promuovere una comunicazione più rispettosa, consapevole ed empatica. Non si parlerà soltanto di cronaca o di informazione, ma del rapporto tra comunicazione, emozioni, lutto, responsabilità educativa e costruzione dei legami sociali, nella convinzione che la qualità delle parole contribuisca direttamente alla qualità delle relazioni umane.
Un impegno che continua nel tempo
Dopo diciotto anni, la “Serata Poesia Pasquale Fortunato” continua a rappresentare molto più di un evento culturale. È uno spazio di incontro nel quale la memoria diventa responsabilità, il ricordo si trasforma in impegno civile e la cultura offre strumenti per comprendere il presente e costruire il futuro.
In un tempo in cui la comunicazione è sempre più veloce e spesso priva del necessario approfondimento, questa manifestazione rinnova l’invito a riscoprire il valore dell’ascolto, del dialogo e della parola consapevole, riaffermando il ruolo della cultura come fondamento della convivenza civile. La cittadinanza è invitata a partecipare a un appuntamento che, attraverso il linguaggio universale della poesia, del giornalismo, della musica e delle testimonianze di vita, intende offrire un’occasione autentica di riflessione, condivisione e crescita collettiva.
La XVIII edizione della “Serata Poesia Pasquale Fortunato” conferma così la propria vocazione: custodire la memoria, valorizzare la cultura e dare voce a esperienze capaci di lasciare un segno nella coscienza della comunità, nella convinzione che le parole, quando sono pronunciate con responsabilità e rispetto, possano diventare uno dei più potenti strumenti di incontro, di cura e di speranza.