I banchi di scuola diventano uno specchio fedele delle trasformazioni demografiche che interessano la provincia di Salerno. Il quadro stilato dall’Ufficio scolastico territoriale nel dossier sull’organico di diritto per l’anno scolastico 2026/2027 mostra una spaccatura netta: mentre le aree urbane mantengono una tenuta strutturale, le zone interne, il Cilento, il Vallo di Diano e gli Alburni registrano una costante contrazione della popolazione infantile.
Nel territorio provinciale si contano ben 70 plessi scolastici con un numero di iscritti inferiore alle 15 unità, suddivisi tra 57 scuole dell’infanzia e 13 scuole primarie. Il fenomeno non riguarda più sporadiche realtà isolate, ma interessa in modo diffuso ampie porzioni dell’entroterra.
I dati sui plessi con meno iscritti
La scuola dell’infanzia registra le situazioni di maggiore criticità numerica. Strutture come quelle di Furore, Laurito, Acquavena di Roccagloriosa, Torraca e Cuccaro Vetere vedranno la presenza di appena sette alunni al rientro di settembre. Lievemente superiori sono i dati di Montecorice, Orria, Bellosguardo, Celle di Bulgheria, Colliano-San Vittore e Pollica, che accolgono tra gli otto e i nove bambini.
Una presenza compresa tra i 10 e i 14 iscritti si rileva in numerosi altri centri, tra cui Centola, Controne, Magliano Vetere, Perito, Piaggine, Stella Cilento, Santomenna, Montecorvino Rovella, Positano, Roccagloriosa, Sessa Cilento, Camerota, Laurino, Ricigliano, Cannalonga, Castelcivita, Rofrano, Rutino e il quartiere Sant’Eustachio nel comune capoluogo.
Per quanto riguarda la scuola primaria, i casi con l’organico più ridotto si registrano a Torraca e presso la scuola ospedaliera di Salerno, entrambe con cinque alunni. Segue una rete di plessi che oscilla tra i 10 e i 14 frequentanti, che include Montecorice-Agnone, Cuccaro Vetere, Stella Cilento, Orria, Cicerale, Magliano Vetere-Magliano Nuovo, le sedi di Dupino e San Cesareo a Cava de’ Tirreni, Pertosa, Olevano sul Tusciano-Salitto «C. Carucci» e l’istituto speciale «La Nostra Famiglia».
Le ragioni dello spopolamento e i segnali di tenuta
La flessione delle iscrizioni è la diretta conseguenza del calo delle nascite, della diminuzione delle giovani coppie e dello spostamento dei nuclei familiari verso i centri urbani o al di fuori dei confini provinciali. Nei piccoli comuni la chiusura o il ridimensionamento di una scuola va oltre la dimensione didattica, privando la comunità di un fondamentale punto di riferimento sociale e di un servizio essenziale.
Nonostante la contrazione generale, il sistema mostra alcuni indicatori di tenuta. La scuola dell’infanzia provinciale assicura la frequenza a 19.027 bambini, ripartiti su 996 sezioni. Sebbene si sia verificata una riduzione di 392 iscritti (-2%) e un calo di 14 sezioni rispetto all’anno precedente, le nuove immatricolazioni evidenziano una tendenza positiva.
I bambini di 3 anni al loro primo ingresso aumentano di 106 unità, passando da 7.181 a 7.287. Allo stesso modo, la fascia dei 5 anni registra un incremento arrivando a 4.041 frequentanti (+115). Si osserva inoltre un aumento significativo degli alunni con disabilità, che crescono di 71 unità (+15,8%), per un totale di 520 bambini sostenuti dai servizi educativi territoriali.