Dopo anni di attesa e un complesso iter di verifica tecnica sulla spesa sostenuta tra il 2016 e il 2025, l’Azienda ospedaliero universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno ha siglato l’accordo per il nuovo contratto decentrato. L’intesa arriva a conclusione di un’attenta analisi che aveva fatto emergere un disavanzo superiore ai 28 milioni di euro. Il risultato è stato raggiunto grazie all’intervento del Direttore Generale, che ha coordinato le richieste avanzate dalle rappresentanze sindacali al tavolo negoziale.
Evitato il rientro forzato e piano di dilazione fino al 2040
L’ipotesi iniziale di un rientro forzato in soli sette anni avrebbe generato conseguenze gravissime per la gestione aziendale, imponendo tagli pari a quattro milioni di euro all’anno e il blocco totale della contrattazione. Grazie alla collaborazione istituzionale, è stato invece definito un piano di dilazione sostenibile, fissato a circa 1,8 milioni di euro annui per il periodo compreso tra il 2026 e il 2040. Questo accordo rilancia le relazioni sindacali e introduce un assetto contrattuale in grado di difendere il potere d’acquisto dei dipendenti.
Le tutele per i dipendenti e le nuove misure economiche
Il nuovo contratto sblocca questioni centrali per il personale dell’azienda salernitana, tra cui i premi di professionalità, le indennità destinate agli operatori del Pronto soccorso, le stabilizzazioni dei lavoratori precari e l’attribuzione di nuovi incarichi di funzione, oltre a definire percorsi chiari di crescita e mobilità interna.
«L’intesa raggiunta dimostra che quando c’è ascolto reciproco si possono ottenere risultati storici», dichiara Biagio Tomasco, segretario generale del Nursind Salerno. «Ringraziamo il direttore generale per l’efficacia e la concretezza con cui ha accolto le nostre richieste, consentendo al “Ruggi” di dotarsi finalmente di un contratto decentrato all’altezza dei bisogni del personale. Accettare un rientro in sette anni avrebbe distrutto la contrattazione e penalizzato gli stipendi; la scelta di spalmare il debito ha salvaguardato le buste paga e vincolato l’Azienda a impegni precisi su carriera, stabilizzazioni e indennità per chi lavora nei servizi d’emergenza».
Monitoraggio sindacale e prossimi passi
Il sindacato assicura che il livello di attenzione resterà massimo per assicurare la traduzione dell’intesa in atti concreti nei tempi stabiliti.
«Questo contratto decentrato è una conquista di fondamentale importanza, ma rappresenta un punto di partenza», conclude Tomasco. «Vigileremo sul rispetto di ogni singola scadenza affinché le tutele e i diritti concordati arrivino presto nelle tasche e nelle carriere dei lavoratori, a partire dal primo tagliando di verifica previsto a fine settembre».