Trigone viola nel Cilento: sospette punture e consigli degli esperti

Scritto il 08/08/2026
da Ernesto Rocco

Presenza del trigone viola lungo le coste del Cilento: l'Istituto Zooprofilattico analizza i casi di alcuni bagnanti feriti a Pioppi e Palinuro

Il mare del Cilento ospita una biodiversità ricca e talvolta sorprendente, ma le recenti segnalazioni impongono una riflessione attenta sulla convivenza tra bagnanti e fauna marina. L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno sta valutando la presenza del trigone viola (Pteroplatytrygon violacea) in merito ad alcuni episodi di ferimento registrati lungo il litorale durante la stagione estiva. Capire il comportamento di questo pesce cartilagineo e conoscere i reali rischi aiuta a vivere il mare in totale sicurezza senza allarmismi ingiustificati.

Un’ipotesi scientifica sulle lesioni a Pioppi e Palinuro

Nel mese di luglio, due persone hanno riportato lesioni alle gambe mentre facevano il bagno nelle acque di Pioppi e Palinuro. La tipologia di ferita ha spinto gli esperti dell’Istituto Zooprofilattico, con sede a Portici, ad approfondire il caso. Gianluigi Paduano, dirigente medico veterinario dell’Unità Operativa di Ittiopatologia, ha spiegato la situazione attuale:

«Un’ipotesi plausibile, ma nessuna certezza»

Le analisi si basano sulle fotografie delle lesioni e sulle testimonianze dei presenti. A differenza dei morsi di saraghi o pesci balestra, che lasciano tagli con margini molto irregolari, le ferite riscontrate appaiono sanguinanti, penetranti e accompagnate da un forte dolore istantaneo, elementi compatibili con l’azione di un aculeo. Non esiste tuttavia ancora una prova diretta che confermi il coinvolgimento del trigone.

Perché la specie si avvicina alla riva in estate

Il trigone viola, affine alla razza, non cerca il contatto con l’uomo e non mostra un’indole aggressiva. Essendo una specie ovovivipara, le femmine custodiscono le uova all’interno del proprio corpo fino al momento del parto. Durante i mesi estivi, gli esemplari adulti tendono ad avvicinarsi alle acque basse e riparate per dare alla luce i piccoli.

La presenza di persone in zone poco profonde può generare una reazione difensiva nell’animale, che percepisce la vicinanza dell’uomo come una potenziale minaccia.

Come funziona l’aculeo e quali sono le conseguenze

La coda del trigone viola è dotata di una struttura seghettata e affilata. L’animale utilizza questo strumento per difendersi o per segnalare la propria presenza se calpestato o messo alle strette. L’impatto con l’aculeo provoca una ferita profonda e molto dolorosa, talvolta associata al rilascio di tossine.

Gli effetti variano a seconda dello stato di salute del bagnante. In uno degli episodi esaminati dagli specialisti, la persona coinvolta seguiva una terapia anticoagulante: una condizione che ha complicato la gestione del sanguinamento, richiedendo un’attenzione medica specifica.

Gli avvistamenti a Marina di Camerota e la gestione delle punture

Segnalazioni ed elementi visivi raccolti attraverso video e foto documentano la presenza del trigone viola in diversi punti della costa cilentana, con una frequenza maggiore nelle calette di Marina di Camerota. Questo fenomeno non trasforma il mare in un luogo pericoloso, ma invita a una maggiore prudenza, specialmente nei fondali bassi o rocciosi.

In caso di sospetta puntura, è essenziale rivolgersi tempestivamente al personale sanitario. Saranno i medici a stabilire il trattamento adeguato, che può includere medicazioni locali, la somministrazione di antinfiammatori o l’uso di antibiotici per prevenire infezioni secondarie.