Gli accertamenti tecnici ed estetico-ambientali sul litorale orientale di Salerno hanno raggiunto una fase cruciale. Capire la provenienza dei materiali impiegati per il ripascimento e verificare un eventuale legame strutturale con il caso esploso a Cetara sono i nodi principali che le forze dell’ordine e gli esperti dovranno sciogliere nelle prossime settimane. L’esito delle analisi di laboratorio stabilirà se la spiaggia di Universo Beach, attualmente chiusa al pubblico, presenti le medesime criticità riscontrate in altre zone della costiera.
Nuovi prelievi e carotaggi in profondità sul lungomare Marconi
Nelle prime ore della mattina, i tecnici dell’Arpac, il personale della Capitaneria di porto, i consulenti tecnici d’ufficio e i militari della Guardia di Finanza sono tornati sulla spiaggia di Universo Beach, lungo il lungomare Marconi. L’operazione non si è limitata a un’ispezione visiva, ma ha previsto interventi operativi diretti, tra cui un importante scavo arrivato a circa un metro e venti centimetri di profondità.
L’obiettivo prioritario dei carotaggi è la ricostruzione della stratificazione dell’arenile. Attraverso questo tipo di indagine è possibile separare la sabbia nativa da quella apportata successivamente con i lavori di ripascimento, consentendo di quantificare con precisione il volume del materiale depositato e di chiarire i tempi dell’intervento.
Il confronto con il materiale utilizzato a Cetara
Il punto di svolta delle verifiche riguarda la comparazione analitica dei campioni. La magistratura intende chiarire se la sabbia stesa sul lungomare Marconi provenga dallo stesso lotto o presenti la medesima composizione di quella impiegata a Cetara, finita al centro di un distinto fascicolo d’inchiesta.
I risultati delle prove di laboratorio saranno decisivi: qualora venissero rilevate corrispondenze chimico-fisiche o microbiologiche tra le composizioni dei due arenili, l’ipotesi investigativa di una gestione coordinata o analoga dei materiali troverebbe un chiaro riscontro. Al momento le autorità mantengono il massimo riserbo e non sono state tratte conclusioni definitive, in attesa dei referti ufficiali.
La chiusura dell’area e i rischi per la salute pubblica
L’area di Universo Beach era già stata destinataria di un’ordinanza di chiusura firmata dal sindaco Vincenzo De Luca. Il provvedimento si era reso necessario in seguito ai riscontri forniti da Infratech e all’esito dei precedenti campionamenti condotti dall’Arpac.
I controlli sulla qualità dell’arenile avevano infatti evidenziato il superamento dei limiti di legge per diversi parametri microbiologici, tra cui spicca la presenza di Escherichia coli. Nonostante la consegna del sito alla ditta esecutrice come area di cantiere e il formale divieto di accesso, il prolungato stazionamento di bagnanti ha spinto l’amministrazione comunale a sigillare nuovamente i varchi d’accesso per scongiurare rischi diretti per la salute pubblica.