Fondi al turismo in Campania: i sindaci della Lega chiedono trasparenza sui punteggi

Scritto il 11/08/2026
da Ernesto Rocco

Polemiche sulla graduatoria regionale da 10 milioni per i percorsi turistici. I sindaci leghisti chiedono gli atti e minacciano ricorsi.

La pubblicazione della graduatoria regionale relativa al programma dei percorsi turistici, culturali, naturalistici ed enogastronomici in Campania ha sollevato un’accesa polemica politica e amministrativa. Al centro dello scontro c’è l’assegnazione di 10 milioni di euro destinati a finanziare 56 progetti sul territorio. I sindaci campani della Lega hanno espresso forti perplessità sulle modalità di attribuzione dei punteggi, chiedendo alla Regione l’accesso immediato a tutti gli atti istruttori per verificare la legittimità delle valutazioni.

Le richieste di trasparenza sui criteri di valutazione

Le fasce tricolori del partito di centrodestra chiariscono fin da subito di non voler contestare il valore dei singoli progetti ammessi, né di voler innescare uno scontro tra le diverse comunità locali. L’attenzione si concentra interamente sulle procedure e sulle schede analitiche utilizzate dalla commissione esaminatrice.

“La graduatoria relativa al programma dei percorsi turistici culturali, naturalistici ed enogastronomici lascia fortissime perplessità. A fronte di 56 progetti ammessi a finanziamento, per complessivi 10 milioni di euro, riteniamo necessario fare piena luce sui criteri concretamente utilizzati nell’attribuzione dei punteggi”, affermano i primi cittadini in una nota congiunta.

Il nodo principale riguarda l’eventuale presenza di elementi discrezionali che avrebbero penalizzato eventi storici e consolidati della tradizione locale a beneficio di altre proposte.

I dubbi sulle penalizzazioni delle manifestazioni storiche

Secondo i rappresentanti della Lega, diversi interventi esclusi dal finanziamento o collocati in posizioni svantaggiose in graduatoria sarebbero legati a iniziative con un forte radicamento sul territorio e un’indiscussa capacità di attrarre flussi turistici.

“Non intendiamo mettere in discussione il valore delle iniziative finanziate né alimentare contrapposizioni tra Comuni. Chiediamo, però, trasparenza assoluta sulle modalità con cui sono stati attribuiti i punteggi e, in particolare, sugli eventuali elementi di valutazione caratterizzati da discrezionalità. È necessario comprendere perché progetti legati a manifestazioni dotate di storicità, radicamento territoriale, identità culturale e capacità di attrazione turistica siano rimasti fuori o siano stati penalizzati”, spiegano i sindaci.

La richiesta formale indirizzata agli uffici regionali prevede la pubblicazione integrale di verbali, griglie analitiche e motivazioni dettagliate per ciascuna voce di spesa o criterio di merito.

Il richiamo istituzionale e le possibili azioni legali

Il timore espresso dalle amministrazioni locali riguarda l’influenza di dinamiche politiche nell’assegnazione delle risorse pubbliche. Se dall’analisi dei documenti dovessero emergere irregolarità o valutazioni estranee ai requisiti previsti dal bando, i sindaci si dicono pronti a portare la documentazione all’attenzione degli organi di controllo e della Magistratura.

“Se dovesse emergere che nella valutazione sono stati utilizzati criteri non chiaramente predeterminati dagli atti della procedura, o che abbiano inciso valutazioni estranee al merito dei progetti, saremmo davanti a una questione istituzionale molto seria. Per questo chiediamo alla Regione Campania di rendere pubblici verbali, griglie analitiche, punteggi attribuiti per ciascun criterio e motivazioni delle valutazioni”, incalzano i rappresentanti leghisti.

La nota prosegue sottolineando la necessità di fugare qualsiasi ombra di favoritismo: “Va inoltre verificato se vi sia stata una correlazione tra le scelte compiute e appartenenze o sponsorizzazioni politiche. Non possiamo affermarlo senza elementi documentali, ma proprio per sgombrare il campo da qualsiasi sospetto chiediamo un’operazione di totale trasparenza. Qualora dall’accesso agli atti emergessero anomalie o elementi rilevanti sotto il profilo della legittimità amministrativa, gli atti saranno sottoposti alle competenti autorità di controllo e, ove ne ricorrano i presupposti, alla magistratura”.