Il Comune di Capaccio Paestum si trova al centro di un acceso scontro politico e amministrativo seguito alla revoca in autotutela del Piano Urbanistico Comunale (PUC). Con la deliberazione di Giunta n. 317 dell’11 agosto 2026, l’amministrazione guidata dal sindaco Gaetano Paolino ha cancellato l’adozione dello strumento urbanistico approvato soltanto quarantaquattro giorni prima, il 29 giugno 2026, con la delibera n. 263.
La decisione ha interrotto improvvisamente la fase delle osservazioni pubbliche, la cui scadenza era fissata per il 4 settembre 2026, scatenando la dura reazione dell’opposizione consiliare. Il passaggio amministrativo solleva interrogativi sulla gestione delle risorse pubbliche, sulle procedure adottate e sul rispetto dei principi di trasparenza nella pianificazione del territorio. Dure le critiche mosse dal consigliere Simona Corradino.
Le ragioni della revoca e il nodo dei conflitti di interesse
L’atto di revoca si fonda sull’articolo 21-quinquies della Legge 241/1990, norma che disciplina il riesame dei provvedimenti amministrativi in presenza di sopravvenuti motivi di pubblico interesse o di una nuova valutazione dell’interesse originale. Tuttavia, l’analisi delle motivazioni da parte di Corradino evidenzia criticità emerse all’interno della stessa struttura tecnica comunale.
In particolare, tra il 4 e il 6 agosto 2026 sono giunte le dichiarazioni relative a presunti conflitti di interesse del tecnico a supporto del Responsabile Unico del Procedimento (RUP), riferite al triennio precedente. La contestazione principale riguarda la tempistica di tali verifiche, effettuate a valle della pubblicazione ufficiale del piano sul BURC (avvenuta il 6 luglio 2026) anziché nelle fasi preliminari di istruttoria.
La relazione sindacale e le difformità dagli indirizzi
A supporto della delibera n. 317 è stata allegata la relazione sindacale prot. 34774 dell’11 agosto 2026, nella quale vengono evidenziate numerose difformità tra il piano elaborato dal RUP e gli indirizzi politici stabiliti dalla Giunta con le delibere n. 45/2025 e n. 65/2025.
Tra i punti di contesa principali figurano:
- La distribuzione abitativa: una concentrazione ritenuta sbilanciata di 1.186 alloggi nelle aree di Capaccio Scalo e Rettifilo.
- Il vincolo E4: la cui introduzione è stata valutata penalizzante per lo sviluppo del Capoluogo.
- Le omissioni strategiche: l’assenza di pianificazione specifica per la fascia costiera, per il progetto “Paestum Città del Mare”, per la mobilità sostenibile e per le infrastrutture generali.
Nonostante l’atto di adozione del 29 giugno attestasse la conformità del piano agli indirizzi della maggioranza, la successiva relazione del primo cittadino ha riscontrato un contrasto insanabile con le linee programmatiche previste.
Le contestazioni della minoranza e l’impatto economico
Le criticità sfociate nella revoca erano state oggetto di precedenti interventi da parte della minoranza consiliare. Già con l’interrogazione del 24 febbraio 2026 e la successiva nota urgente del 25 giugno 2026, il consigliere comunale di opposizione Simona Corradino aveva segnalato tempi di redazione ridotti, lacune nel quadro conoscitivo, mancata integrazione con il Masterplan Salerno Costa Sud e perplessità sul ricorso alla disciplina transitoria rispetto al nuovo Regolamento Regionale n. 3/2025.
“Con la deliberazione n. 317 dell’11 agosto 2026, la Giunta Comunale guidata dal Sindaco Avv. Gaetano Paolino ha compiuto l’atto più clamoroso e autolesionistico di questa consiliatura: revocare in autotutela il Piano Urbanistico Comunale che essi stessi hanno adottato il 29 giugno 2026”, ha dichiarato Simona Corradino.
Il consigliere di minoranza ha inoltre sottolineato l’impatto della decisione sui costi sostenuti e sulla partecipazione dei cittadini: “Il procedimento di formazione del PUC ha mobilitato non pochi soldi dei cittadini: nomine di RUP, consulenti esterni, studi geologici, agronomici, acustici, archeologici, perizie ambientali. Ora quella fase viene chiusa anticipatamente, vanificando anche la partecipazione dei privati già avviata e il lavoro dei tantissimi tecnici che in questo mese stavano lavorando per presentare le osservazioni entro il 4 settembre.”
In merito alla gestione della procedura e all’esito dell’iter, Corradino ha espresso una netta posizione politica chiedendo le dimissioni dell’esecutivo: “Sindaco, Lei ha una sola cosa da fare immediatamente: riconoscere il suo fallimento e dimettersi con l’intera Giunta Comunale e i consiglieri della sua risicata ‘maggioranza’. Non per ragioni politiche, ma per manifesta inadeguatezza amministrativa.”
La revoca del PUC riporta la pianificazione urbanistica di Capaccio Paestum alla fase iniziale, imponendo il riavvio delle procedure per la definizione dello strumento di governo del territorio.