C’è chi ignora i segnali e se ne accorge troppo tardi, tanto che i casi di burnout in Italia sono in aumento. Eppure, il malessere si costruisce giorno dopo giorno con scadenze ingestibili, riunioni moltiplicate e una difficoltà di stare al passo costante. Se ne parla più spesso e non bisogna trattarlo come un problema individuale da risolvere con qualche giorno di ferie extra; il benessere lavorativo va costruito con scelte concrete… proviamo a capire insieme come.
Cos’è il burnout
Non va confuso con una generica stanchezza, perché il burnout è qualcosa di più profondo ed è caratterizzato da cinismo verso il proprio ruolo e un calo netto della propria utilità. Non si risolve con una breve pausa o qualche giorno di vacanza e si manifesta con difficoltà di concentrazione e perdita di motivazione persino per quelle attività che prima piacevano. Si smette di lavorare? No, si continua ma con un pilota automatico.
Le cause più comuni del burnout sono da ricercare in:
- Carichi di lavoro elevati e prolungati nel tempo;
- Aumento dello stress causato da obiettivi poco chiari e spesso contraddittori;
- Mancanza di riconoscimento del proprio impegno e delle attività svolte;
- Sensazione di essere sottovalutati da superiori e colleghi.
Segnali da non ignorare
Prima che il burnout diventi conclamato il corpo manda diverse avvisaglie che non vanno derubricate semplicemente come stanchezza. Difficoltà a dormire nonostante la sensazione esaurimento, irritabilità che spunta senza un motivo preciso, mal di testa ricorrenti, un senso di distacco verso i progetti sono i primi campanelli d’allarme. Seguono cambiamento di postura con spalle curve e collo teso: tutti segnali che meritano attenzione.
L’ambiente di lavoro conta
Se uno spazio è disordinato, con scrivanie ingombre e sedie inadeguate o una cattiva illuminazione il burnout può essere amplificato. Chiaramente non basta un giorno in un ambiente poco ordinato a generare il burnout ma il cervello percepisce il disordine visivo come un carico cognitivo aggiuntivo e provoca difficoltà nel concentrarsi.
Bisogna sicuramente ripensare l’arredo degli uffici o la postazione dell’attività in smart working optando per soluzioni più confortevoli e di design; chi vuole partire da qui può farlo con investimenti contenuti:cliccando qui potrai visionare le scrivanie del catalogo di Ufficio Discount, optando per varie tipologie di design e soluzioni. Non serve spendere cifre esagerate per prendersi cura del proprio benessere.
Abitudini quotidiane che aiutano davvero
Ci sono abitudini quotidiane che possiamo adottare e fanno la differenza:
- Smettere di fare pausa pranzo davanti al pc. Concedersi davvero degli stop è fondamentale per raggiungere il focus;
- Mantenere i confini all’interno del proprio orario lavorativo. Salvo dove venga esplicitamente richiesto un impegno straordinario nessuno dovrebbe gestire mail e attività lavorative fuori dalle ore previste dal contratto.
- Non nascondersi. Saper chiedere aiuto può fare la differenza e HR e manager sono a disposizione anche per questo tipo di confronti.
Consigliamo di mettere in atto questi suggerimenti per riconoscere il burnout prima che sia troppo tardi, sia per dipendenti sia per freelance. Bastano pochi piccoli cambiamenti per evitare una situazione che, quando degenera, diventa difficile da conciliare.