L’intensificazione delle attività di vigilanza sul litorale del Cilento continua a portare risultati concreti nella salvaguardia dell’ecosistema marino e terrestre. Le recenti operazioni condotte dalla Guardia Costiera di Agropoli testimoniano un impegno costante nel contrasto alle condotte illecite che minacciano la biodiversità locale e la sostenibilità economica delle attività legali. Attraverso il monitoraggio del territorio e l’impiego di tecnologie avanzate, le forze dell’ordine sono intervenute in due contesti chiave per la tutela ambientale della zona: l’Area Marina Protetta di Santa Maria di Castellabate e il litorale di Capaccio Paestum.
Pesca abusiva nell’area marina protetta di Castellabate
Nel corso dei pattugliamenti di polizia marittima dedicati alla tutela delle riserve naturali, i militari dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Agropoli hanno individuato un pescatore intento a impiegare strumenti non consentiti all’interno dell’Area Marina Protetta di Santa Maria di Castellabate.
L’ispezione ha portato al sequestro amministrativo di circa 400 metri di reti da circuizione utilizzate in violazione dei divieti vigenti nell’area tutelata. Al trasgressore sono state contestate sanzioni pecuniarie per un valore complessivo di 2.000 euro. L’attività di contrasto alla pesca illecita risponde alla necessità di salvaguardare il ripopolamento ittico e di proteggere l’economia dei pescatori professionali che operano nel rispetto delle regole e della leale concorrenza.
Sversamenti illeciti a Capaccio Paestum individuati con il drone
Sul fronte del contrasto all’inquinamento ambientale, la Guardia Costiera ha condotto un’operazione congiunta con il Nucleo Carabinieri Forestale di Agropoli in località Licinella, all’interno del Comune di Capaccio Paestum. L’intervento ha permesso di accertare uno sversamento abusivo di liquami sul nudo terreno, riconducibile ad un’attività zootecnica della zona.
Per ricostruire il percorso del materiale inquinante è stato impiegato un drone. I rilievi dall’alto hanno consentito di verificare come i liquami, dopo essersi espansi sul terreno, abbiano raggiunto un canale con sbocco diretto in mare. Il monitoraggio aereo si dimostra fondamentale per individuare tempestivamente le fonti di inquinamento terrestre prima che possano causare danni diretti alle acque costiere.
Presidio costante per la salvaguardia del territorio
Sebbene riguardino ambiti operativi differenti, le due azioni si inseriscono in un unico piano strategico volto alla protezione del patrimonio naturale. La sinergia tra le forze dell’ordine e l’impiego di mezzi tecnologici rappresentano un presidio essenziale per prevenire i reati ambientali, tutelare l’ecosistema marino del Cilento e garantire la sicurezza delle risorse pubbliche.