Marina di Camerota, ombrelloni sulla battigia alla Calanca: la denuncia

Scritto il 14/08/2026
da Ernesto Rocco

Lettini e ombrelloni occupano la battigia alla spiaggia della Calanca a Marina di Camerota. Borrelli chiede l'intervento della Capitaneria di Porto.

La gestione degli spazi sui litorali italiani torna al centro del dibattito estivo a causa della situazione riscontrata presso la spiaggia della Calanca, rinomata località balneare situata nel comune di Marina di Camerota. Diversi cittadini e visitatori hanno inviato documentazioni video per segnalare quella che risulterebbe essere un’eccessiva saturazione dell’arenile, causata dal posizionamento di file di lettini e ombrelloni a ridosso del mare. La presenza massiccia delle attrezzature degli stabilimenti ridurrebbe in modo significativo gli spazi destinati al passaggio e alla fruizione libera della costa, trasformando il transito lungo la battigia in un percorso ad ostacoli per i bagnanti.

Le segnalazioni dei cittadini e l’intervento delle autorità

Le immagini diffuse dai frequentatori della spiaggia mostrano una concentrazione di strutte balneari che copre quasi interamente la porzione di sabbia disponibile. La riduzione dell’area libera comprometterebbe la possibilità di passeggiare lungo il bagnasciuga e limiterebbe l’accesso al bene pubblico.

La vicenda è stata presa in carico dal deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, il quale ha raccolto le testimonianze degli utenti e ha inoltrato una richiesta formale di accertamento agli organi competenti, chiamando in causa la Capitaneria di Porto e l’amministrazione comunale di Camerota.

Le dichiarazioni di Francesco Emilio Borrelli sul rispetto delle regole

Sulla questione dell’occupazione del demanio marittimo, il parlamentare ha espresso una ferma presa di posizione, sottolineando la necessità di garantire il rispetto dei limiti concessori:

“Sembra ormai che sulle spiagge valga la regola del ‘riempi tutto’: più ombrelloni, più lettini, più incassi. Peccato che il demanio marittimo non sia un Tetris da completare fino all’ultimo centimetro. Una persona va al mare per rilassarsi, rinfrescarsi e respirare, non per trovarsi dentro una foresta di ombrelloni e dover fare lo slalom per arrivare alla battigia.”

Borrelli ha evidenziato come le verifiche debbano accertare la conformità delle installazioni rispetto alle norme vigenti e alle autorizzazioni rilasciate:

“Quello che ci viene segnalato alla Calanca è particolarmente preoccupante. Se le immagini dovessero trovare conferma negli accertamenti, bisognerà verificare attentamente il rispetto delle concessioni, degli spazi previsti e soprattutto del diritto al libero transito lungo la battigia.”

Il deputato ha poi ribadito il valore del lavoro degli operatori balneari, ricordando tuttavia che l’interesse privato non può prevalere sul diritto della collettività:

“Gli stabilimenti balneari sono attività economiche legittime e chi lavora nel rispetto delle regole va tutelato. Ma proprio perché esistono delle regole, queste devono essere rispettate. Il profitto non può diventare il criterio con cui decidere quanto demanio pubblico occupare. Abbiamo quindi segnalato la situazione alla Capitaneria di Porto e all’amministrazione comunale, chiedendo controlli immediati. Se saranno accertate irregolarità, gli spazi dovranno essere liberati e restituiti alla collettività. Il mare è di tutti. E una spiaggia non può diventare una gabbia di ombrelloni solo perché ogni centimetro può essere monetizzato.”

La richiesta inviata alle autorità mira a chiarire la regolarità delle posizioni occupate dagli impianti balneari e a ripristinare le condizioni di piena accessibilità della costa a tutela dei diritti di tutti i cittadini.