Una truffa estiva ai danni di cinque giovani turisti irpini si è trasformata in una testimonianza di solidarietà e pronta reazione della comunità locale a Marina di Camerota. I ragazzi, provenienti dalla provincia di Avellino, avevano prenotato tramite piattaforma online tre giorni di soggiorno presso una fantomatica struttura denominata “Casa Palli”, situata in via Torre. Dopo aver versato l’importo di 1.300 euro, una volta giunti a destinazione nel pomeriggio di venerdì non hanno trovato alcun riscontro reale della struttura, scoprendo di essere stati raggirati e rimanendo privi di un alloggio.
Il raggiro e la reazione della rete locale
Giunti nella nota località balneare del Cilento nel periodo di Ferragosto, i cinque giovani hanno tentato invano di reperire l’immobile indicato, riscontrando l’assenza della struttura persino sulle mappe digitali di Google Maps. I tentativi di contatto telefonico con il finto locatore hanno generato unicamente risposte automatiche preimpostate. Abandonati in piazza Santa Maria con i propri bagagli, la situazione dei ragazzi si è risolta grazie all’intervento dei soci dell’associazione turistica “Terra e Mare”.
La presidente dell’associazione, Sofia Calicchio, una volta appresa la situazione, si è recata sul posto per prestare assistenza immediata e coordinare la ricerca di una sistemazione alternativa per il gruppo.
L’intervento dell’associazione “Terra e Mare”
L’associazione si è attivata rapidamente per reperire una soluzione abitativa valida e permettere ai turisti di non rinunciare alle vacanze. Attraverso una nota diffusa sulla propria pagina ufficiale, l’organizzazione ha voluto rimarcare la propria estraneità a simili episodi:
«Ci sono storie che non ci appartengono ed è corretto puntualizzare».
Ricostruendo le fasi dell’assistenza offerta al gruppo di turisti, Sofia Calicchio ha spiegato l’impegno profuso nelle ore immediatamente successive all’accaduto:
«Essendo la presidente ho lasciato la mia struttura per recarmi in piazza Santa Maria, a Camerota. Dopo un’ora tra telefonate con Booking e con tutte le strutture ricettive della zona siamo riusciti a sistemare la situazione».
Invito alla denuncia e tutela del territorio
Prima di trasferirsi nella nuova sistemazione individuata, su indicazione della stessa associazione, i cinque giovani hanno formalizzato la denuncia dell’accaduto presso la stazione dei Carabinieri. La misura si è resa necessaria anche perché l’annuncio risulatava ancora attivo e prenotabile sulla piattaforma online, con il rischio che altri vacanzieri potessero cadere nel medesimo inganno.
L’associazione ha infine rivolto un appello pubblico alla cittadinanza e ai turisti affinché vengano segnalati tempestivamente episodi analoghi, al fine di tutelare il decoro e l’immagine dell’offerta turistica di Marina di Camerota ed evitare che l’operato di finti host danneggi le attività ricettive regolarmente operanti sul territorio.