“Scarafone. ’Na storia cilentana”: il teatro popolare in scena a Fornelli di Montecorice

Scritto il 21/08/2026
da Elena Matarazzo

Il 25 agosto a Fornelli di Montecorice va in scena "Scarafone. ’Na storia cilentana". Un'opera teatrale tra memoria contadina e critica sociale

Il 25 agosto 2026, alle ore 21:00, la Piazzetta della Chiesa di San Pietro a Fornelli, frazione di Montecorice, farà da cornice a “Scarafone. ’Na storia cilentana”. La commedia popolare, liberamente ispirata ai versi del celebre brano di Aniello De Vita, propone una riflessione profonda sulla realtà rurale del Cilento, lontano dai cliché nostalgici e focalizzata sulle condizioni di vita delle comunità contadine del Mezzogiorno.

Il racconto dell’antropologia sul palcoscenico

La drammaturgia nasce dal lavoro di Antonio Severino, antropologo culturale dell’Università degli Studi di Salerno e tecnico ricercatore del Laboratorio di Antropologia Culturale “Annabella Rossi” del DiSPaC. L’opera non punta a una ricostruzione storica filologica, ma si configura come un’analisi scenica volta a esplorare le fatiche, le paure, le dipendenze e la dignità quotidiana delle popolazioni agricole meridionali.

Il fulcro narrativo è la figura di Scarafone, un capraro povero e ai margini della società. Attraverso questo personaggio, insieme comico e drammatico, emergono con forza le tensioni strutturali dell’epoca: la contrapposizione tra il Palazzo e la piazza, il contrasto tra il potere e la fame, e il confine labile tra la sottomissione e la possibilità di riscatto.

La memoria storica oltre l’immagine da cartolina

L’opera prende intenzionalmente le distanze dalle idealizzazioni del passato rurale. Se la frenesia contemporanea spinge spesso a guardare al mondo antico come a un’epoca felice e pacifica, la rappresentazione mostra invece una storia segnata da disuguaglianze, timori e dure condizioni materiali. L’obiettivo dell’allestimento è restituire la complessità di quelle esistenze, proponendo una memoria viva anziché un semplice rimpianto folkloristico.

Lo spazio urbano come scenografia naturale

Anche la scelta della location risponde a precise esigenze narrative. Lo spettacolo sfrutta l’architettura reale della piazzetta di Fornelli, con le sue imprecisioni, i dislivelli e i volumi irregolari. Lo spazio pubblico non opera come una scenografia artificiale, ma come l’ambiente naturale in cui si è sviluppata la vita della comunità, trasformando il dialetto, la musica e l’ironia in uno strumento di indagine sul presente del territorio.

L’evento è ad ingresso libero con posti a sedere limitati.