Un blitz violento, studiato nei minimi dettagli e finalizzato soltanto a distruggere. Ad Agropoli una struttura recentemente individuata dalla Prefettura e dalla società Ermes Accoglienza come futuro centro di prima accoglienza per richiedenti asilo è stata presa di mira da un commando di ignoti. I vandali, entrati nell’edificio armati di mazze e picconi, hanno devastato l’intero immobile rendendolo del tutto inagibile e provocando danni che superano i 30.000 euro.
Raid intimidatorio e danni ingenti
L’incursione presenta tutti i tratti di un atto intimidatorio e premeditato. Dallo stabile non è stato portato via alcun oggetto di valore: l’unico obiettivo degli assalitori era la devastazione sistematica dell’infrastruttura. I bagni e i servizi igienici sono stati completamente frantumati, gli arredi distrutti e i posti letto divelti. L’immobile era stato interamente ristrutturato e predisposto lo scorso luglio per farsi trovare pronto a eventuali nuovi arrivi, pur senza aver ancora ricevuto la conferma ufficiale come sede operativa.
La fuga di notizie e la tensione sul territorio
La destinazione d’uso del fabbricato, sebbene ancora vuoto e inattivo, era diventata di pubblico dominio nella cittadina costiera. Le prime ricostruzioni ipotizzano che a scatenare la reazione dell’ala radicale sia stata una fuga di notizie successiva all’invio della documentazione burocratica al Comune di Agropoli per l’avvio delle attività. Chi ha agito conosceva quindi con precisione la sede e l’obiettivo da colpire. L’episodio si inserisce in un clima d’odio già surriscaldato: lo scorso dicembre, sempre ad Agropoli, si era registrato un altro grave episodio di cronaca con colpi d’arma da fuoco esplosi contro una struttura d’accoglienza che all’epoca ospitava alcuni migranti.
La ferma condanna della cooperativa Ermes
La dirigenza di Ermes Accoglienza, la cooperativa responsabile della gestione del progetto, ha espresso una dura presa di posizione affidata a una nota ufficiale:
“Siamo amareggiati nel constatare che questo clima di odio che pervade la nazione, alimentato da slogan e motti come ‘Remigrazione’, si sia ormai tradotto in atti di violenza di questa portata. Sappiamo bene che la città di Agropoli e la stragrande maggioranza dei suoi cittadini non si identificano in tutto ciò; tuttavia, è un dato di fatto che esista una frangia di facinorosi ormai pronta a tutto, agendo con una violenza che non trova alcuna spiegazione logica o civile”.
Sull’accaduto sono in corso le indagini delle forze dell’ordine per risalire all’identità dei componenti del commando.