L’esperienza amministrativa di Gaetano Paolino alla guida del Comune di Capaccio Paestum giunge al termine dopo soltanto quindici mesi dall’insediamento. La svolta decisiva si è consumata con la sottoscrizione ufficiale di un atto di sfiducia contestuale, firmato da nove consiglieri comunali dinanzi a un notaio. Questo gesto formale determina di fatto lo scioglimento anticipato dell’assise cittadina e avvia le procedure necessarie per l’arrivo di un commissario prefettizio, cui spetterà il compito di gestire l’ente locale in attesa della tornata elettorale programmata per la primavera del 2027.
Il primo cittadino si era imposto al primo turno con il 57,63% dei voti. Quel successo, che appariva idoneo a garantire stabilità alla cittadina della Piana del Sele, si è infranto sotto il peso di contrasti interni accumulati nel corso dei mesi.
Le motivazioni dello strappo e la gestione commissariale
A determinare la spaccatura irreversibile tra il sindaco e una parte consistente della rappresentanza consiliare sono state divergenze gestionali e tensioni politiche mai assopite. Tra i motivi posti alla base dell’atto di sfiducia figurano frizioni legate all’indirizzo amministrativo e al dialogo istituzionale, descritte dai firmatari come il punto di non ritorno di un rapporto logorato da tempo.
Con la protocollazione ufficiale del documento notarile, la Prefettura avvierà l’iter per la nomina del commissario straordinario, il quale assumerà i poteri dell’amministrazione e del Consiglio comunale per traghettare il territorio fino alle prossime elezioni.
Il clima tra i cittadini: il sondaggio sul territorio
Le telecamere di InfoCilento hanno svolto un’indagine sul campo per raccogliere i pareri e le impressioni direttamente nel centro di Capaccio Paestum.
Dalle interviste realizzate emerge un quadro articolato: da un lato vi è chi manifesta preoccupazione per la fase di stabilità istituzionale e per i possibili rallentamenti sui progetti pubblici previsti per l’area; dall’altro, non mancano posizioni critiche verso l’operato della giunta uscente che considerano il commissariamento un passaggio inevitabile per consentire un riassetto dell’offerta politica locale. La cittadinanza guarda ora con attenzione al percorso che porterà alle urne nella primavera del 2027.