Si chiude dopo appena quindici mesi l’esperienza amministrativa del sindaco Gaetano Paolino a Capaccio Paestum. Le dimissioni contestuali rassegnate da nove consiglieri comunali hanno determinato lo scioglimento anticipato dell’assise cittadina, aprendo la strada a una nuova fase commissariale prefettizia e ripiombando l’ente locale in una condizione di marcata instabilità politica.
La crisi politica e l’ennesimo commissariamento
In un arco temporale di poco superiore a un anno e mezzo, la città cilentana assiste per la seconda volta consecutiva all’interruzione prematura di una consiliatura.
L’attacco della Lega al centrosinistra
Sulla vicenda è intervenuta la Segreteria provinciale della Lega Salerno, censurando duramente la gestione politica dell’ente:
«Quindici mesi sono bastati per consumare l’ennesimo fallimento politico. L’amministrazione si scioglie sotto il peso delle lotte interne, delle contraddizioni e dell’incapacità del centrosinistra di garantire una guida stabile. Si costruiscono coalizioni per vincere le elezioni, si combatte per gli equilibri di potere e, alla fine, si abbandona Capaccio Paestum al commissariamento».
Secondo la nota del partito del centrodestra, la caduta dell’esecutivo non rappresenta una semplice battuta di arresto, ma una chiara prova di cedimento strutturale:
«Non siamo di fronte a un semplice incidente di percorso, ma alla certificazione di un fallimento. Il centrosinistra ha trasformato Capaccio Paestum nel terreno delle proprie rese dei conti, anteponendo contrasti, personalismi ed equilibri interni alle esigenze della comunità. Con una maggioranza costantemente fragile, anche ogni tentativo di imprimere un cambio di passo era destinato a scontrarsi con evidenti limiti politici».
Il giudizio sulle promesse elettorali mancative resta netto:
«Capaccio Paestum non può continuare a essere ostaggio di coalizioni assemblate per raggiungere il risultato elettorale e destinate a implodere quando arriva il momento di governare. La città è stata tradita da chi aveva promesso stabilità e cambiamento e oggi lascia dietro di sé divisioni e macerie politiche».
Le prospettive e il progetto del centrodestra
Guardando all’imminente fase elettorale, la Lega sottolinea la necessità di un netto cambio di direzione rispetto al passato, sollecitando la costruzione di un quadro politico alternativo:
«Il centrodestra deve presentarsi alle prossime elezioni unito, con un progetto chiaro e una visione comune. Ma l’unità, da sola, non basta: la discontinuità deve riguardare tutto. Servono metodi e idee nuove, ma anche volti nuovi, capaci di portare competenza, entusiasmo e nuova linfa nella vita amministrativa della città».