C’è anche Angelo Quaglia, primo eletto nella maggioranza guidata dall’oramai ex sindaco di Capaccio Paestum, Gaetano Paolino, e Presidente del Consiglio Comunale, tra i nove consiglieri di maggioranza che ieri, davanti al notaio, hanno firmato l’atto di sfiducia verso Paolino determinando, di fatto, la fine della sua amministrazione comunale.
Le ragioni della scelta: «Nessun atto di sfiducia, ci siamo dimessi in blocco»
«Non è un atto di sfiducia, non mi piace chiamarlo così. Ci siamo dimessi in blocco, nove consiglieri» ha fatto sapere Quaglia, che ha spiegato che la decisione rappresenta soprattutto la conclusione di una fase politica nella quale, progressivamente, sono venute meno troppe condizioni per poter continuare a governare. Una maggioranza che, nel tempo, avrebbe perso la propria coesione.
Il bilancio politico e il futuro di Capaccio Paestum
«È stata una fase politica che non ha dato tanto a Capaccio Paestum, città che tanto merita» ha fatto sapere Quaglia indicando, nella necessità di restituire stabilità ai cittadini, uno degli elementi alla base della scelta.
«Abbiamo del tempo per immaginare qualcosa di diverso» ha fatto sapere l’ex Presidente del Consiglio Comunale ed è questa la prospettiva che accompagna ora la sua analisi politica: archiviare una fase che, a suo giudizio, non ha prodotto quanto Capaccio Paestum meritava e utilizzare il tempo che separa la città dal prossimo voto per costruire proposte utili. Quaglia ha parlato del passato, del presente e del futuro politico-amministrativo di Capaccio Paestum, chiarendo aspetti e punti di vista.