L’esperienza amministrativa dell’avvocato Gaetano Paolino alla guida del Comune di Capaccio Paestum si conclude prematuramente dopo 15 mesi. La decisione, maturata a seguito delle dimissioni contestuali di nove consiglieri comunali, segna una battuta d’arresto per l’Ente cilentano, attualmente impegnato in un complesso percorso di risanamento finanziario e sotto costante monitoraggio per le procedure previste dall’articolo 143 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL).
Attraverso una nota ufficiale, l’ex primo cittadino ha voluto chiarire le motivazioni che hanno portato alla fine consiliare, rivendicando le scelte compiute a tutela delle istituzioni ed evidenziando i risultati tecnici ed economici conseguiti durante il suo mandato.
Le ragioni della rottura politica e la gestione della procedura TUEL
Alla base dell’interruzione del mandato vi sarebbero, secondo quanto affermato da Paolino, tensioni interne alla maggioranza determinate dalle pressioni di una consigliera comunale. L’ex sindaco ha dichiarato di aver preferito rassegnare le dimissioni piuttosto che cedere a condizioni ritenute inaccettabili per il buon andamento dell’azione amministrativa.
“Esiste una dignità e questa non ha alcun prezzo. Si è preferito andare a casa piuttosto che sottostare a diktat che sarebbero molto presumibilmente continuati all’infinito in una sorta di stillicidio.”
Il quadro politico locale si inserisce in un contesto delicato: il Comune era infatti sottoposto ad azioni di self cleaning e al monitoraggio da parte della Commissione di Accesso per prevenire il rischio di scioglimento per infiltrazioni mafiose. Con l’interruzione anticipata della consiliatura, si riapre una fase di incertezza istituzionale per la stabilità amministrativa del territorio.
Interventi finanziari e opere pubbliche sbloccate
Nel corso dei 15 mesi di governo, la giunta ha concentrato l’azione amministrativa sul riequilibrio del bilancio (in predissesto dal 2024), sulla razionalizzazione della spesa e sul riavvio dei cantieri sul territorio. Tra le opere sbloccate figurano l’avvio della gara per i saggi archeologici relativi al sottopasso di Paestum, lo stato avanzato dei lavori su Via Italia e Viale della Repubblica e la riqualificazione dell’ex Cinema Myriam con uno stanziamento di 3 milioni di euro. Inoltre, nell’Area PIP in località Sabatella sono stati assegnati 20 nuovi lotti.
Per quanto riguarda l’attrazione di risorse esterne, l’amministrazione ha intercettato circa 30 milioni di euro in finanziamenti statali e regionali. Le principali voci di spesa ammesse a contributo includono:
- Infrastrutture e viabilità: 3 milioni di euro complessivi per gli interventi a Santa Venere e Torre di Mare.
- Ambiente e depurazione: 9,26 milioni di euro destinati alla rete fognaria e all’adeguamento del depuratore di Varolato.
- Edilizia pubblica e patrimonio: 2,5 milioni di euro per il Next Ex Tabacchificio a Cafasso e 13,2 milioni per la messa in sicurezza del costone roccioso nel capoluogo.
- Sport e istruzione: 1 milione di euro per lo stadio “Mario Vecchio” e 330 mila euro per gli arredi didattici innovativi negli asili PNRR.
Indicatori turistici e vertenze occupazionali
L’analisi dei dati ufficiali estrapolati dalla piattaforma PayTourist evidenzia un incremento dei flussi turistici nel biennio 2025-2026. Nel 2025 le presenze registrate nelle strutture ricettive del comune hanno raggiunto quota 538.088 (rispetto alle 387.929 del 2024). I dati parziali del 2026 stimano un totale annuo superiore alle 700.000 presenze, con un gettito previsto per la tassa di soggiorno di quasi 2 milioni di euro.
Sul fronte dei servizi e dell’occupazione, l’esecutivo aveva avviato il piano per la stabilizzazione di oltre 100 lavoratori della società in house Paistom Srl e completato gli interventi tecnici sulle reti idriche per garantire l’approvvigionamento del capoluogo durante i mesi estivi. Gli sviluppi politici odierni lasciano tuttavia incerti i tempi di completamento delle procedure amministrative in corso.