Fonderie Pisano, chieste nuove prescrizioni: un mese di tempo per adeguare l’impianto

Scritto il 27/08/2026
da Federica Inverso

La Conferenza dei Servizi della Regione Campania rinvia la decisione sul futuro delle Fonderie Pisano di Fratte al 26 settembre. Richieste integrazioni ad Arpac

Ancora un mese di tempo per il futuro delle Fonderie Pisano. La Conferenza dei Servizi, convocata dalla Regione Campania nella giornata di ieri per discutere dell’impianto industriale di Fratte, si è conclusa senza una decisione definitiva. La nuova scadenza è stata fissata al prossimo 26 settembre. Il progetto di decarbonizzazione presentato dalla proprietà non è stato bocciato, ma dovrà essere integrato e adeguato secondo le ulteriori prescrizioni indicate dagli enti preposti.

Le richieste dell’Arpac e l’ipotesi del riavvio con il forno elettrico

Nel dettaglio, l’Arpac (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania) ha richiesto nuovi approfondimenti e integrazioni sul piano di dismissione di alcuni forni e sulla complessiva decarbonizzazione dell’impianto. Alla proprietà sono stati concessi trenta giorni per presentare le relative osservazioni e risposte; solo al termine di questo iter la Conferenza dei Servizi si riunirà nuovamente per il provvedimento finale. Sul tavolo resta la possibilità di utilizzare il forno elettrico già presente nello stabilimento, attuando gli interventi tecnici necessari per adeguarlo alle normative sulle emissioni. Questa opzione, se autorizzata, permetterebbe la ripartenza di una parte della produzione. Contestualmente, viene confermata la necessità di delocalizzare il sito industriale di Fratte, una linea d’indirizzo condivisa dalle istituzioni e ribadita anche dal Comune di Salerno.

Il confronto tra le parti: le prescrizioni ambientali e la posizione dell’azienda

«Le prescrizioni sono molto stringenti e resta ancora una parte consistente di BAT (Best Available Techniques) da rispettare», ha sottolineato l’assessora regionale Claudia Pecoraro. Di diverso avviso la proprietà: l’amministratore delegato Ciro Pisano considera le integrazioni richieste facilmente realizzabili e rivendica il rispetto delle soglie ambientali da parte della struttura. «Non abbiamo mai superato i limiti delle emissioni. Oggi siamo praticamente a zero», ha dichiarato l’AD.

L’attesa dei cento lavoratori in cassa integrazione

All’esterno della sede della Regione Campania, intanto, hanno atteso l’esito del tavolo i lavoratori delle Fonderie Pisano insieme alle proprie famiglie. Per i circa cento dipendenti, attualmente in cassa integrazione, il rinvio comporta un ulteriore mese di incertezza, mantenendo tuttavia aperta la possibilità che il confronto tecnico evolva verso la riapertura dell’impianto. Con gli ammortizzatori sociali in prossimità della scadenza, il quadro occupazionale e sociale resta estremamente delicato.