Un filmato risalente a oltre dodici mesi fa, girato all’interno del Pronto soccorso dell’ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania, è tornato a circolare con insistenza sui social network. La riproposizione del contenuto, diffuso come se fosse attuale e privo della necessaria contestualizzazione temporale, sta generando un ingiustificato allarme sociale e danneggiando l’immagine del personale sanitario. Il video mostra la struttura sanitaria durante una fase di lavori all’ingresso oramai conclusi da tempo, omettendo tuttavia il positivo epilogo della vicenda: il paziente coinvolto fu prontamente assistito il giorno seguente presso il reparto di Ortopedia e Traumatologia e pubblicò successivamente un messaggio di ringraziamento verso i medici per le cure ricevute.
La denuncia del sindacato Nursind sulla disinformazione
La diffusione del video privo del suo contesto originale ha scatenato la dura reazione delle rappresentanze sindacali, che denunciano una palese distorsione della realtà dei fatti.
«Ci troviamo di fronte a una vera e propria operazione di disinformazione e manipolazione», dichiara Biagio Tomasco, segretario generale del Nursind Salerno. «Spacciare per attuale un filmato vecchio di oltre un anno, nascondendo il fatto che quel paziente fu prontamente curato e che ringraziò pubblicamente i medici e gli infermieri, è un atto grave e intollerabile. Chi ripropone queste immagini senza verifiche non fa informazione, ma danneggia deliberatamente la reputazione di professionisti che operano quotidianamente tra mille difficoltà».
L’appello alle istituzioni e ai media per la tutela dei lavoratori
La vicenda riaccende il dibattito sulla verifica delle fonti digitali e sulla diffusione non controllata di contenuti multimediali che rischiano di delegittimare il lavoro degli operatori sanitari in prima linea. Dal sindacato arriva un invito formale rivolto sia all’Asl Salerno sia alle testate e pagine web che hanno rilanciato le immagini senza opportuni riscontri.
«I lavoratori della sanità non possono essere lasciati soli in balia di attacchi social basati su notizie distorte o ricostruite a metà», conclude Tomasco. «La libertà di critica e il diritto di cronaca sono sacrosanti, ma devono basarsi sulla verità sostanziale dei fatti. Pretendiamo rispetto per la dignità di chi lavora ogni giorno in prima linea e chiediamo un intervento fermo e tempestivo delle istituzioni a tutela dell’immagine dei propri operatori».