Emergenza servizi a Castellabate: uffici postali chiusi e polemiche sulle fasce deboli

Scritto il 03/09/2026
da Ernesto Rocco

San Marco resta chiuso e ora stop temporaneo a Santa Maria: il consigliere Costabile Nicoletti denuncia disagi e immobilismo della giunta a Castellabate

I servizi essenziali sul territorio di Castellabate finiscono nuovamente al centro dello scontro politico locale. La prolungata inoperatività della sede postale di San Marco, unita alla nuova sospensione temporanea delle attività presso lo sportello di Santa Maria, sta generando forti preoccupazioni per le ripercussioni operative sulla cittadinanza, in particolare nei confronti dei soggetti fragili e della popolazione anziana.

La paralisi dei servizi postali e i disagi per il territorio

La criticità legata all’erogazione dei servizi postali nel comune di Castellabate si trascina ormai da oltre un semestre. La sede di San Marco risulta difatti inattiva da circa sei mesi, una situazione che ha progressivamente saturato gli altri presidi della zona.

A questo quadro si aggiunge la sospensione temporanea delle attività del presidio di Santa Maria, prevista da lunedì 7 fino al 30 settembre. Tale provvedimento lascia scoperto un punto di riferimento cruciale per la comunità, riducendo drasticamente le opzioni di accesso ai servizi finanziari e di recapito base presenti nel capoluogo. La concomitanza delle due chiusure determina inevitabili dislocazioni per l’utenza, costretta a spostamenti complessi e a tempi di attesa prolungati anche per operazioni ordinarie come il pagamento delle utenze o il ritiro dei trattamenti pensionistici.

L’attacco del consigliere Nicoletti all’amministrazione comunale

Sulla vicenda è intervenuto in modo critico il consigliere comunale Costabile Nicoletti, che ha espresso forte riprovazione per la gestione dell’emergenza e per la linea adottata dall’ente locale nei confronti dei vertici aziendali di Poste Italiane.

“C’è un limite oltre il quale il silenzio politico diventa complicità. E come consigliere comunale, ma prima ancora come cittadino, questo limite sento il dovere di denunciarlo”, ha dichiarato Nicoletti, sottolineando l’assenza di risposte concrete dopo mesi di attesa per la riapertura di San Marco.

Il consiliare si è espresso con durezza riguardo all’impatto sociale della nuova chiusura a Santa Maria: “Siamo ormai a più di sei mesi dalla chiusura dell’ufficio postale di San Marco. Sei mesi di promesse a vuoto e di totale immobilismo, a dimostrare quanto poco importi a chi ci governa accelerare i tempi per alleviare i disagi della gente. Ora, oltre al danno, arriva la beffa: da lunedì 7 e fino al 30 settembre chiuderà temporaneamente anche l’ufficio di Santa Maria. L’unico sportello attivo a Castellabate Capoluogo. Ma questa amministrazione ha una vaga idea di cosa significhi tutto questo per una persona anziana, per chi non ha l’auto, per chi ha difficoltà a muoversi e si vedrà costretto a file chilometriche e trasferte forzate solo per ritirare la pensione o pagare una bolletta?”.

Le richieste dell’opposizione per la tutela delle fasce deboli

Nel suo intervento, Nicoletti individua precise responsabilità istituzionali, sollecitando l’amministrazione comunale ad assumere una posizione di maggiore fermezza e a promuovere un dialogo immediato con i rappresentanti della società postale.

“Di fronte a questo il Comune che fa? Subisce passivamente, accetta a testa bassa?”, prosegue il consigliere. “Un’amministrazione con un briciolo di carattere e di rispetto per il proprio mandato avrebbe preteso un tavolo di concertazione urgente con i vertici di Poste. Avrebbe imposto un aut-aut di puro buon senso con Poste Italiane subordinato la chiusura temporanea di Santa Maria fino a quando non viene garantita la riapertura dell’ufficio di San Marco. Invece niente. Regna il menefreghismo istituzionale e nel frattempo si preferisce che a pagare il prezzo della disorganizzazione siano, come sempre, le fasce più deboli della nostra comunità”.

La sollecitazione finale del rappresentante di opposizione si concentra sul ripristino delle garanzie minime per i residenti: “Governare significa proteggere le persone, non assistere inermi al declino dei servizi essenziali del proprio territorio. L’amministrazione si svegli dal suo torpore e risponda finalmente ai cittadini”.