Alla vigilia del sedicesimo anniversario dell’assassinio di Angelo Vassallo, la famiglia del “Sindaco Pescatore” sceglie la strada della protesta netta e rompe il silenzio. Attraverso un video diffuso sui canali social ufficiali della Fondazione intitolata al primo cittadino, il presidente Dario Vassallo e il vicepresidente Massimo Vassallo hanno annunciato formalmente la propria assenza dalle commemorazioni ufficiali previste il 5 settembre ad Acciaroli, frazione del comune di Pollica. La decisione nasce dalla ferma denuncia dello stato di abbandono e degrado in cui verserebbe il luogo esatto in cui il sindaco venne brutalmente ucciso nel 2010.
La denuncia della Fondazione e lo stop alla commemorazione
La scelta della famiglia rappresenta uno strappo profondo rispetto alle consuetudini istituzionali degli ultimi anni. La Fondazione contesta una gestione della memoria ritenuta puramente di facciata da parte dell’amministrazione locale, evidenziando come l’attenzione ai luoghi simbolo della vicenda si concentri esclusivamente nei giorni a ridosso dell’anniversario.
“Quest’anno ad Acciaroli non ricorderemo più Angelo – affermano Dario e Massimo Vassallo –. Lo diciamo con dolore, perché Angelo è nostro fratello. Ma non possiamo accettare che il luogo dove è stato assassinato venga tenuto in una maniera che riteniamo squallida e indegna della sua memoria. Non si può dimenticare quel luogo per un anno intero e poi, il 5 settembre, riempirlo di parole, fotografie e celebrazioni”.
La vertenza sollevata dai fratelli Vassallo si inserisce all’interno di un contenzioso più ampio che dura da tempo e che riguarda la tutela e la valorizzazione di diversi siti emblematici del territorio di Pollica, tra cui il Castello Capano, la scultura la “Grande Onda” e l’area di salvaguardia del “Giglio marino”.
Le critiche alle passerelle politiche e la ricerca della verità
Il giudizio della famiglia sulla cerimonia del 5 settembre si trasforma in una dura critica al presenziamento politico, considerato ormai privo di sostanza e di reale coinvolgimento emotivo.
“Ricordare Angelo il 5 settembre è come andare a messa il giorno di Natale dimenticando che il 24 dicembre hai commesso i più efferati peccati – afferma Dario Vassallo –. È diventata retorica, è diventata una passerella. Ma per noi non è una passerella: è dolore vero. Domani saranno sedici anni, ma per noi sono forse sedici secondi da quando hanno ucciso Angelo”.
Accanto alla protesta per il decoro dei luoghi, la Fondazione ribadisce che il fine prioritario resta l’ottenimento della verità giudiziaria sulla morte del primo cittadino, un interrogativo rimasto ancora privo di risposte definitive a distanza di oltre tre lustri dall’agguato.
“Dopo sedici anni siamo ancora qui a fare la stessa domanda – affermano Dario e Massimo Vassallo –. E continueremo a farla, perché una corona di fiori non può sostituire la verità e la giustizia”.
Una nuova forma di memoria per il Sindaco Pescatore
La rinuncia alle celebrazioni di Acciaroli non corrisponde a un’interruzione delle attività di ricordo e testimonianza della figura di Angelo Vassallo. La Fondazione intende proseguire l’opera di sensibilizzazione attraverso modalità differenti, incentrate sul racconto del lavoro amministrativo e delle battaglie ecologiste promosse dal sindaco sul territorio del Cilento.
“Noi Angelo lo ricorderemo sempre, ma non attraverso una passerella. Lo ricorderemo raccontando la sua vita, le sue idee, il suo lavoro e il suo amore per il territorio. Finché il luogo dove hanno assassinato nostro fratello sarà tenuto in questo modo, ad Acciaroli non parteciperemo alla commemorazione. Angelo non è una data sul calendario, non è una fotografia e non è uno strumento di propaganda politica. Angelo è nostro fratello. E la sua memoria merita rispetto ogni giorno”.
La linea tracciata dai familiari pone dunque come precondizione imprescindibile la cura dei luoghi e la ricerca incessante della giustizia rispetto a qualunque tipo di formalità istituzionale.