Ancora morsi di vipera nel salernitano, bimbo di 5 anni al Santobono. Ecco perché aumentano i casi

Scritto il 07/09/2026
da Alessandro Pippa

Un altro episodio dopo quelli di Pioppi e Felitto: gli esperti indicano nel caldo record e nell'espansione dell'uomo nei territori rurali le cause dell'aumento dei casi

Un bambino di 5 anni è stato morso da una vipera mentre giocava nel giardino di casa, a Palomonte. I genitori lo hanno soccorso immediatamente e lo hanno portato al Pronto Soccorso dell’ospedale di Oliveto Citra, dove i sanitari lo hanno sottoposto ai primi accertamenti.

Vista la delicatezza del caso — un morso di vipera su un bambino così piccolo comporta rischi maggiori rispetto a un adulto, per il rapporto tra la quantità di veleno inoculato e il peso corporeo — i medici hanno contattato il Centro Antiveleni dell’ospedale Cardarelli di Napoli, che ha disposto il trasferimento del piccolo paziente all’ospedale pediatrico Santobono. Il trasporto è avvenuto in sicurezza, scortato dall’équipe rianimatoria del Pronto Soccorso di Oliveto Citra.

Quello di Palomonte non è un caso isolato. Nei giorni scorsi una vipera ha morso una donna a Pioppi e un giovane in vacanza a Felitto: tre episodi in un’area geografica ristretta e in un arco di tempo molto breve, che riportano l’attenzione su un fenomeno che, stando ai dati e agli allarmi lanciati a livello internazionale, sembra in crescita anche in Italia.

Perché i morsi di vipera stanno aumentando

La domanda che si fanno in molti, dopo una sequenza di episodi così ravvicinati, è se si tratti di una coincidenza stagionale o di una tendenza più strutturale. Le risposte che arrivano dalla comunità scientifica indicano diversi fattori concomitanti, non un’unica causa.

Il clima che cambia gli habitat

Il fattore più citato dagli esperti è il riscaldamento globale. Le vipere sono animali a sangue freddo (ectotermi): la loro attività, i tempi di ibernazione e persino il comportamento riproduttivo dipendono strettamente dalla temperatura dell’ambiente. Con estati sempre più lunghe e calde e inverni più miti, i periodi di attività di questi rettili si allungano, e con essi le possibilità di un incontro ravvicinato con l’uomo.

Uno studio internazionale che ha mappato la distribuzione di centinaia di specie di serpenti di interesse medico nel mondo ha evidenziato come il rischio di morsi sia in aumento su scala globale, perché i rettili stanno spostando il proprio habitat per far fronte sia all’aumento delle temperature sia alla crescente pressione delle attività umane sul territorio. Tra le specie coinvolte in questo spostamento gli scienziati citano anche diverse vipere europee, che tenderebbero a colonizzare aree a quote più elevate e più vicine a zone densamente abitate rispetto al passato.

Anche a livello europeo il tema è stato posto all’attenzione delle istituzioni. Interpellata sul legame tra clima e comportamento dei rettili, la Commissione europea ha riconosciuto che il cambiamento climatico può incidere sulle abitudini della fauna selvatica, pur ammettendo che mancano ancora dati sufficientemente solidi per stabilire un nesso causale diretto e quantificabile con l’aumento dei morsi.

Meno prede, più vicinanza all’uomo

Non c’è solo il clima. Anche la trasformazione del paesaggio rurale gioca un ruolo: l’abbandono di alcune campagne, unito però all’espansione di abitazioni, giardini e seconde case in aree prima poco frequentate, aumenta le occasioni di contatto tra i serpenti e le persone. Zone di confine come giardini, muretti a secco, cataste di legna e sterpaglie — habitat ideali per le vipere, che vi trovano riparo e prede come piccoli roditori — diventano così luoghi di passaggio quotidiano per adulti e bambini, soprattutto nei mesi estivi.

Più consapevolezza, più segnalazioni

Un ultimo elemento, meno discusso ma non trascurabile, riguarda la percezione del fenomeno: quando un caso finisce sui giornali, come accaduto di recente anche per il morso subito da un’eurodeputata francese durante l’estate, cresce l’attenzione mediatica e con essa la tendenza a segnalare e raccontare episodi che in passato sarebbero forse rimasti confinati alla cronaca locale. Questo non significa che l’aumento dei casi sia solo percepito, ma suggerisce cautela nel trarre conclusioni definitive dai soli dati di cronaca, senza il supporto di serie storiche ufficiali.

Come comportarsi per ridurre i rischi

Le raccomandazioni degli esperti, soprattutto per chi vive o trascorre le vacanze in aree rurali o collinari come il Cilento, restano quelle di sempre, ma vale la pena ricordarle:

  • indossare scarpe chiuse e, se possibile, calzini alti quando ci si muove tra erba alta, sterpaglie o muretti a secco;
  • prestare attenzione a dove si mettono le mani, ad esempio quando si sposta legna o pietre;
  • usare una fonte di luce quando si cammina all’aperto al buio;
  • non tentare di catturare o uccidere l’animale in caso di avvistamento, ma lasciargli il tempo di allontanarsi;
  • in caso di morso, mantenere la calma, immobilizzare l’arto colpito, non incidere la ferita né tentare di succhiare il veleno, e raggiungere il più rapidamente possibile un Pronto Soccorso.

La vipera resta l’unico serpente velenoso presente in Italia, ed è bene ricordarlo per evitare inutili allarmismi verso le altre specie di serpenti innocui che si possono incontrare in campagna. Ma l’aumento delle segnalazioni nel Salernitano nelle ultime settimane conferma la necessità di maggiore prudenza, soprattutto per chi vive con bambini piccoli in abitazioni immerse nel verde.