Oggi, lunedì 7 settembre, ricorre il primo anniversario della canonizzazione di Carlo Acutis, il giovane “influencer di Dio” proclamato santo da Papa Leone XIV il 7 settembre 2025 in piazza San Pietro, insieme al beato Pier Giorgio Frassati. La cerimonia, la prima presieduta da Leone XIV dopo la sua elezione nel maggio 2025, si svolse davanti a circa settantamila fedeli giunti da tutto il mondo. Una data doppiamente significativa per il Cilento, terra che il giovane santo ha amato profondamente e che, a distanza di un anno, torna a stringersi attorno alla sua memoria.
Il legame con Centola e Palinuro
Nato a Londra nel 1991 e cresciuto a Milano, Carlo Acutis aveva radici salernitane ben salde: i nonni materni, e quindi la madre Antonia Salzano, sono originari di Centola. Ogni estate il ragazzo tornava nel borgo cilentano, dove trascorreva le giornate insieme ai coetanei del posto e frequentava la vicina Palinuro, amando il mare e la spiaggia. Chi lo ha conosciuto da bambino lo ricorda ancora oggi con affetto: tanti cittadini di Centola hanno raccolto i propri ricordi di lui, dando vita all’associazione “Tantum Ergo Carlo Acutis”, nata proprio per custodire la memoria di quegli anni.
Le radici spirituali nel santuario di San Mauro La Bruca
Ma il rapporto di Carlo con il Cilento non si è fermato alla spensieratezza delle vacanze estive: ha attraversato anche la sua ricerca spirituale. Fu don Aniello Adinolfi, parroco della cattedrale di San Pantaleone a Vallo della Lucania e originario di San Mauro La Bruca, a far emergere quanto il giovane avesse frequentato il Santuario Eucaristico del piccolo borgo collinare, dove custodisce da decenni un evento venerato dai fedeli. Il 25 luglio 1969 alcuni ladri trafugarono una pisside con 63 ostie consacrate, che vennero ritrovate integre il giorno successivo da una bambina, Gerardina Amato, davanti a un ingresso secondario della chiesa; da allora le particole si conservano intatte e incorrotte.
Fu proprio un parroco di Centola, monsignor Giovanni Cammarano, a raccontare per primo a Carlo la storia di quel miracolo, e da quel momento il ragazzo iniziò a tornare più volte l’anno nel santuario per adorare le Sante Particole, un legame che sarebbe confluito anche nella sua celebre mostra itinerante sui miracoli eucaristici nel mondo. A testimonianza di questo rapporto, nel 2019 l’amministrazione comunale di San Mauro La Bruca intitolò a Carlo Acutis una via vicina al luogo del ritrovamento delle ostie, e nel 2022 sua madre Antonia donò al santuario un quadro raffigurante il figlio.
Chi era Carlo Acutis
Morto a soli quindici anni nel 2006 per una leucemia fulminante, Carlo Acutis è diventato noto in tutto il mondo come il “santo dei millennial” o il “cyber apostolo”, per aver messo le sue competenze informatiche al servizio della fede, curando in particolare un sito dedicato ai miracoli eucaristici. Beatificato nel 2020, la sua canonizzazione era originariamente prevista per il 27 aprile 2025 ma fu rinviata a causa della morte di Papa Francesco, per poi essere celebrata il 7 settembre dello stesso anno.
Le iniziative di oggi
A un anno esatto da quella giornata storica, la Chiesa rinnova la memoria del giovane santo. Ad Assisi, dove riposano le spoglie di Carlo nel Santuario della Spogliazione, la diocesi celebra oggi il primo anniversario della canonizzazione con una santa messa alle ore 18, presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti, davanti alla teca che custodisce la tomba del giovane. Anche nel Cilento, dove un anno fa la canonizzazione fu vissuta con grande partecipazione popolare tra Centola e San Mauro La Bruca, la ricorrenza viene ricordata con momenti di preghiera nei luoghi che hanno segnato la vita del giovane santo, a conferma di un legame che continua a unire il territorio salernitano alla devozione universale per Carlo Acutis.