Sanità cilentana a un bivio: il sindacato delle professioni infermieristiche Nursind ha proclamato uno stato di massima allerta per il presidio ospedaliero “San Luca” di Vallo della Lucania, inoltrando una diffida formale ai vertici dell’Asl Salerno e richiedendo un confronto urgente entro cinque giorni per affrontare il cronico problema della carenza di organico e delle criticità organizzative.
San Luca tra eccellenza medica e carenze strutturali
Negli ultimi ventiquattro mesi la realtà operativa del presidio di Vallo della Lucania si è distinta per una forte spaccatura. A fronte di una costante abnegazione da parte del personale sanitario — tra medici, infermieri, tecnici e operatori socio-sanitari — la struttura si trova a fare i conti con organici estremamente ridotti, una gestione amministrativa discontinua, turnazione usurante e crescenti tensioni nei reparti legati all’emergenza-urgenza. Un quadro in cui la carenza di pianificazione rischia di ripercuotersi direttamente sugli operatori.
«Chi lavora ogni giorno in prima linea, in condizioni di forte sottorganico e stress, non può essere lasciato solo né tantomeno esposto alla gogna pubblica o ai giudizi sommari dei social network», dichiara il segretario generale del Nursind Salerno, Biagio Tomasco. «La tutela della dignità dei lavoratori e la sicurezza delle cure devono camminare insieme, ma questo è possibile solo se l’azienda si assume la responsabilità di pianificare le risorse, garantire gli organici e coprire senza ulteriori ritardi i ruoli di vertice ancora vacanti. Non si può chiedere un sacrificio permanente a chi è già al limite delle forze».
Risorse umane e investimenti: il nodo del reclutamento
Le difficoltà operative del San Luca non risiedono soltanto negli standard attuali, ma riguardano la capacità di attrarre e trattenere risorse umane sul territorio. Molto spesso, le procedure di selezione pubblica non garantiscono la stabilità auspicata, in quanto il personale tende a prediligere sedi geograficamente più agevoli.
In merito alla necessità di interventi programmatici sul personale, il segretario amministrativo del Nursind Salerno, Adriano Cirillo, precisa: «Le nuove tecnologie e le promesse di potenziamento strutturale restano soltanto parole su carta se non sono accompagnate da un piano straordinario di reclutamento effettivo. Spesso le procedure concorsuali non producono gli effetti sperati perché il personale tende a spostarsi verso sedi ritenute logisticamente più comode. Per il San Luca servono assegnazioni stabili, vincolate e incentivanti, altrimenti gli investimenti sui macchinari non produrranno mai un reale valore per la comunità».
La situazione nei reparti critici e le richieste all’Asl
I disagi maggiori si concentrano nelle aree ad alta intensità assistenziale, come il Pronto soccorso e i blocchi operatori, dove la gestione della routine quotidiana richiede misure di protezione e affiancamento concrete per tutelare i dipendenti.
«Reparti chiave e aree ad alta complessità come il Pronto soccorso o le sale operatorie vivono criticità quotidiane che richiedono percorsi certi di affiancamento, supporto e protezione. Serve una gestione aziendale capace di tracciare le reali scoperture di organico, prevenire le aggressioni agli operatori e garantire una comunicazione trasparente con i cittadini. Non è più tempo di interventi tampone o di silenzi istituzionali», sottolinea Giovanni Aspromonte, coordinatore Nursind per l’Asl Salerno.
Di fronte alla mancanza di risposte operative, la sigla sindacale ha diffidato la direzione generale dell’Asl Salerno. In assenza di un riscontro scritto e di una convocazione formale entro i termini indicati, comprensivi di dati trasparenti sulle piante organiche e impegni misurabili, il Nursind avvierà le procedure per lo stato di agitazione di tutto il personale del presidio ospedaliero.