Le Conche di Laviano, gemma naturalistica dell’Alta Valle del Sele, sono state il teatro della sesta anteprima nazionale di Puliamo il Mondo organizzata da Legambiente Campania. Un’operazione di bonifica complessa e ad alto tasso di specificità tecnica che ha visto i volontari calarsi nell’alveo del torrente Temete per rimuovere i materiali degradanti incastrati tra la vegetazione e le pareti rocciose. L’evento ha coniugato la salvaguardia ambientale con la valorizzazione del patrimonio fluviale locale, evidenziando la necessità di tutelare anche gli angoli più impervi e isolati del territorio.
Bonifica ad alta quota nel canyon del torrente Temete
La conformazione morfologica delle Conche di Laviano ha imposto una gestione dell’intervento radicalmente differente rispetto alle consuete campagne di pulizia. Per addentrarsi nella forra scavata dal torrente Temete è stato indispensabile l’impiego di attrezzature da canyoning e l’apporto di competenze tecniche specialistiche, garantite dalla sinergia con l’Associazione Italiana Canyoning, con il supporto del Comune di Laviano e delle realtà associative locali.
L’attività ha portato al recupero e al riempimento di oltre 20 sacchi di immondizia indifferenziata, oltre all’estrazione di ingombranti e rifiuti speciali:
- Pneumatici di grandi dimensioni appartenenti a mezzi agricoli e camion
- Un serbatoio per l’olio dalla capienza compresa tra i 50 e i 100 litri
- Un’impastatrice per edilizia, parti metalliche, reticolati e ruote di vario tipo
- Materiali in plastica, flaconi, stoviglie in ceramica, stracci e rifiuti igienici
Tra i reperti riaffiorati dal letto del torrente figura anche la storica ruota di un vecchio mulino. Il manufatto, recuperato dai volontari, verrà esposto presso la sede del Comune di Laviano come simbolo della giornata di tutela e riscatto territoriale.
La tutela dei corsi d’acqua contro l’inquinamento diffuso
L’intervento nel bacino del Temete ha riacceso i riflettori sui rischi legati all’inciviltà e all’abbandono dei rifiuti nei reticoli idrografici. I corsi d’acqua montani fungono infatti da vettori: i materiali depositati nelle gole vengono spinti dalle piene verso valle, raggiungendo i fiumi maggiori e riversandosi infine nel bacino marittimo, con danni incalcolabili per gli ecosistemi e la biodiversità.
«Ripulire un torrente e una gola come questa dai rifiuti significa prendersi cura di un patrimonio naturale che appartiene a tutta la comunità – dichiarano Emilio Bianco, Responsabile della comunicazione di Puliamo il Mondo e Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania – Ma la vera sfida è fare in modo che questi rifiuti non arrivino mai in questi luoghi. L’abbandono dei rifiuti, anche quando avviene in aree apparentemente lontane e nascoste, ha gravi conseguenze sull’ambiente, sulla qualità dell’acqua e sulla biodiversità e iniziative come questa non solo hanno un importante valore ambientale, ma anche educativo e culturale. Non esistono luoghi abbastanza isolati da poter essere considerati fuori dalla nostra responsabilità. La collaborazione con l’Associazione Italiana Canyoing ha permesso di portare Puliamo il Mondo in un ambiente particolare, mettendo a disposizione dell’iniziativa competenze specifiche per operare in sicurezza e raggiungere aree altrimenti difficilmente accessibili. Non dimentichiamoci che la tutela dell’ambiente parte dalla responsabilità di ciascuno perché nessun luogo, nemmeno il più nascosto e difficile da raggiungere, può essere considerato una discarica».
Il ruolo del canyoning per la tutela degli ecosistemi complessi
L’esperienza condotta nelle Conche di Laviano ha confermato il valore della tutela attiva esercitata da chi frequenta la montagna con consapevolezza scientifica e sportiva. Gli ambienti di foce e forra rappresentano nicchie ecologiche delicate, caratterizzate da microclimi unici che necessitano di interventi mirati per la conservazione dell’equilibrio idrogeologico.
«Gli ambienti torrentizi sono ecosistemi complessi, ricchi di biodiversità e microclimi unici – dichiara Sasha Labalestra, Vicepresidente dell’Associazione Italiana Canyoning – Viverli e studiarli significa sviluppare un rispetto profondo e una responsabilità verso il territorio. Chi percorre una forra entra in un equilibrio geologico e biologico che custodisce la storia del territorio. Da questa consapevolezza nasce una tutela attiva, come quella promossa dalla nostra Associazione: ripulire questi luoghi significa contrastare l’incuria, proteggere il paesaggio e la vita acquatica e il gioco di squadra che c’è stato per questa iniziativa dimostra che la salvaguardia della montagna e dei suoi torrenti non è un compito solitario, ma un’opera collettiva. Ogni rifiuto rimosso dall’alveo non è solo un atto di pulizia materiale, ma un tassello di un percorso culturale più ampio per educare alla frequentazione consapevole, dimostrare che amare la natura significa prendersene cura nei suoi angoli più nascosti e difficili, e per ricordare che la tutela dell’acqua è, in fondo, la tutela del nostro stesso futuro».
La riuscita della sesta anteprima di Puliamo il Mondo è stata resa possibile dalla rete collaborativa che ha visto affiancati l’amministrazione comunale di Laviano, il Comitato Provinciale AICS di Salerno, l’associazione BSF – Bastardi Senza Forra, il Forum dei Giovani di Laviano, Laviano Experience, la Pro Loco cittadina e Tetide APS.