Si chiude, con un verdetto destinato a fare scuola, la lunga battaglia giudiziaria tra la società Bubbi s.r.l. e il Comune di Santa Marinella. Con la sentenza n. 6835 del 7 settembre 2026, la Sezione Settima del Consiglio di Stato ha respinto integralmente l’appello della società, confermando in via definitiva la legittimità delle concessioni balneari estese fino al 2033 sul litorale laziale.
Una pronuncia che, pur riguardando direttamente Santa Marinella e Santa Severa, assume un peso ben più ampio: rappresenta infatti un precedente di riferimento per tutti quei Comuni costieri, incluse molte realtà della provincia di Salerno e del Cilento, dove operatori balneari e amministrazioni locali attendono da anni chiarezza sul futuro delle concessioni demaniali.
La vicenda e il nodo Bolkestein
Al centro del contenzioso c’era la contestazione, da parte di Bubbi s.r.l., della procedura con cui il Comune di Santa Marinella aveva prorogato alcune concessioni demaniali marittime a uso turistico-ricreativo. Secondo la ricorrente si sarebbe trattato di una proroga automatica, in contrasto con l’art. 49 del Trattato UE e con la Direttiva Bolkestein, che impone gare pubbliche per l’assegnazione di questo tipo di concessioni.
I giudici di Palazzo Spada hanno però smontato questa tesi, accertando che il Comune non si era limitato a un rinnovo automatico, ma aveva avviato già nel 2019 una procedura pubblica e trasparente, con tanto di delibera, pubblicazione all’albo pretorio e valutazione delle domande secondo l’art. 18 del Regolamento di esecuzione del Codice della Navigazione, attivando anche confronti competitivi laddove più operatori avessero manifestato interesse per la stessa area.
Perché la sentenza conta anche per il Cilento
Il principio affermato dal Consiglio di Stato è di quelli che superano i confini geografici della singola vicenda. I giudici hanno chiarito che un atto amministrativo, anche se ritenuto in contrasto con il diritto europeo, non è automaticamente nullo: può essere annullato solo se impugnato nei sessanta giorni previsti dalla legge. Un principio di certezza del diritto che tutela le concessioni già consolidate nel tempo, comprese quelle rilasciate da amministrazioni comunali del Cilento e del resto della costa salernitana che, come Santa Marinella, avevano avviato prima delle sentenze dell’Adunanza Plenaria n. 17 e 18 del 2021 procedure selettive genuine nel quadro normativo allora vigente.
Per gli stabilimenti balneari che insistono il litorale da Agropoli a Sapri, spesso realtà a conduzione familiare tramandate da generazioni, la questione non è astratta: significa sapere se gli investimenti fatti negli anni, le strutture costruite, il lavoro stagionale garantito a centinaia di famiglie possano contare su una base giuridica solida o restino esposti a un contenzioso infinito.
Le reazioni
“Siamo soddisfatti di questo importante successo che mette finalmente la parola fine a un contenzioso che, per le tempistiche con cui è stato avviato, riteniamo avrebbe potuto essere evitato”, ha dichiarato Marco Maurelli, presidente di Federbalneari Italia, sottolineando il lavoro difensivo dell’Avvocato Vincenzo Cellamare.
Ancora più esplicito il commento dello stesso Maurelli sulla portata nazionale della decisione: “È una sentenza unica e storica, in controtendenza rispetto a quanto sta avvenendo in Italia, dove i nostri concessionari si preparano alle gare pubbliche per l’assegnazione delle concessioni. La decisione del Consiglio di Stato potrebbe rappresentare un riferimento anche per altri Comuni nei quali molti nostri associati vivono ancora una situazione di incertezza.”
Sulla stessa linea l’Avvocato Cellamare, dello Studio Legale Zunarelli, che ha difeso le società concessionarie: la sentenza conferma che le amministrazioni comunali che, prima del 2021, avevano adottato procedure selettive realmente competitive “hanno operato in modo conforme al diritto” e che gli affidamenti conseguenti “godono di piena stabilità giuridica”.
Una precisazione che suona come una rassicurazione anche per i Comuni cilentani che negli anni hanno seguito iter analoghi, e che oggi possono guardare con maggiore serenità al proprio contenzioso, se presente, o alla propria programmazione futura sul fronte demaniale.