Ecomafia in Campania, maxi sequestro da 3,4 milioni: l’allarme di Legambiente

Scritto il 09/09/2026
da Ernesto Rocco

Operazione NOE a Salerno contro il traffico di rifiuti. Legambiente Campania chiede più controlli, tracciabilità e impianti moderni per fermare l'ecomafia

Un’imponente operazione condotta dai Carabinieri del Comando per la Tutela Ambientale (NOE) e coordinata dalla Procura di Salerno ha portato al sequestro di beni per un valore complessivo di 3,4 milioni di euro, coinvolgendo 11 imprenditori nell’ambito di un’inchiesta su un presunto traffico illecito di rifiuti. L’ennesimo intervento giudiziario accende i riflettori su un fenomeno strutturale che continua a minacciare il territorio, la salute pubblica e le aziende virtuose che operano nel rispetto delle normative vigenti.

Il business dell’ecomafia e l’impatto sul territorio

L’esito dell’inchiesta salernitana conferma la pervasività dei reati ambientali nella regione. Secondo i dati forniti dall’ultimo Rapporto Ecomafia di Legambiente, nel corso del 2024 in Campania sono stati registrati 253 reati legati al ciclo dei rifiuti, con un bilancio di 232 persone denunciate, 11 arresti e 126 sequestri effettuati dalle forze dell’ordine.

Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania, ha commentato con fermezza gli sviluppi delle indagini evidenziando la gravità del quadro economico e sociale:

“L’operazione di stamattina conferma quanto il business dell’ecomafia continui a rappresentare una delle principali minacce per l’ambiente e per l’economia sana del nostra Regione. Ringraziamo la magistratura e le forze dell’ordine per un’operazione che colpisce un sistema criminale capace di trasformare i rifiuti in profitti milionari a discapito dell’ambiente, della salute delle cittadine e dei cittadini e delle imprese che rispettano le regole. Ancora una volta emerge con chiarezza come il ciclo illegale dei rifiuti non sia un fenomeno marginale, ma una vera e propria economia criminale che sfrutta le debolezze del sistema dei controlli e le opacità della filiera.”

Le richieste per il contrasto ai traffici illeciti

Di fronte al ripetersi di episodi di smaltimento illegale, l’associazione ambientalista sottolinea l’urgenza di riportare il contrasto ai reati ambientali al centro delle politiche pubbliche. L’assenza di strumenti di verifica capillari e le falle nella tracciabilità dei materiali permettono ai circuiti criminali di inserirsi nei passaggi intermedi della gestione dei rifiuti, accumulando profitti illeciti.

In merito alle strategie d’intervento necessarie, la presidente di Legambiente Campania ha aggiunto:

“È necessario che il contrasto alle ecomafie torni ad essere una priorità dell’agenda politica nazionale. Servono più risorse per gli organi di controllo, il rafforzamento delle attività investigative ambientali, la piena tracciabilità dei flussi di rifiuti e sanzioni certe per chi alimenta questi traffici. Non può esserci economia circolare senza legalità.”

Impiantistica e tracciabilità per chiudere il ciclo dei rifiuti

La risoluzione del problema passa non solo attraverso l’azione repressiva di magistratura e forze dell’ordine, ma anche tramite la realizzazione di un’infrastruttura industriale moderna. La carenza di impianti sul territorio regionale costringe spesso i rifiuti a lunghe movimentazioni, aumentando i costi per le amministrazioni e creando zone d’ombra operative sfruttate dalla criminalità organizzata.

Nel suo intervento conclusivo, Mariateresa Imparato ha tracciato la strada per una prevenzione efficace:

“La Campania conosce bene il prezzo pagato ai traffici illeciti di rifiuti. Per questo ogni operazione di contrasto deve essere accompagnata da un impegno strutturale delle istituzioni per prevenire, controllare e colpire le filiere criminali che ancora oggi tentano di lucrare sulla gestione dei rifiuti e sulle risorse del territorio. Da anni sosteniamo che la legalità passa anche dall’impiantistica. Realizzare al più presto gli impianti necessari per chiudere il ciclo dei rifiuti in Campania significa non lasciare più aperti spazi a movimentazioni spesso lunghe e complesse che aumentano i costi per cittadini e amministrazioni e, al tempo stesso, offrono opportunità di guadagno ai circuiti illegali. La migliore risposta alle ecomafie è una gestione industriale, trasparente e di prossimità dei rifiuti, fondata su impianti moderni, controlli efficaci e piena tracciabilità dei flussi.”