Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Salerno, Valeria Campanile, ha disposto l’archiviazione del procedimento relativo alle presunte irregolarità nelle sanzioni stradali a Capaccio Paestum per 16 indagati, tra i quali figura l’ex sindaco Franco Alfieri. La decisione è giunta su formale richiesta del pubblico ministero Alessandro Di Vico, titolare del fascicolo d’inchiesta, facendo chiarezza sulle posizioni dei privati coinvolti nella vicenda.
L’origine dell’indagine sul software della Polizia Municipale
L’inchiesta, condotta dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Eboli, si è sviluppata come stralcio della più articolata indagine legata agli appalti per la pubblica illuminazione. Gli accertamenti degli investigatori si sono concentrati sulla gestione delle sanzioni amministrative emesse tra il 2019 e il 2023. Attraverso le verifiche effettuate sul software gestionale in uso al Comune, la Guardia di Finanza aveva rilevato anomalie numeriche significative, conteggiando circa 1.970 procedure annullate o archiviate nelle sole annualità 2019 e 2020. Tra i rilievi contesta vi erano gravi vizi formali, come l’assenza di motivazioni idonee a giustificare i provvedimenti di sgravio e la mancata trasmissione delle notifiche alla Prefettura.
La responsabilità penale dei cittadini e il rinvio a giudizio degli ex comandanti
Se da un lato la vicenda procedurale prosegue con il rinvio a giudizio per falso in atto pubblico e accesso abusivo ai sistemi informatici a carico degli ex comandanti della Polizia Municipale, Natale Carotenuto e Sofia Strafella, dall’altro le analisi documentali e i riscontri difensivi hanno escluso qualsiasi coinvolgimento doloso dei cittadini sanzionati.
Dalle verifiche è emerso infatti che diversi utenti non erano a conoscenza dei verbali redatti a loro carico, mentre altri si erano limitati ad avvalersi delle normali procedure amministrative presentando istanza di autotutela. In ulteriori circostanze è stata riscontrata un’assenza totale di corrispondenza tra i soggetti beneficiari dell’annullamento e gli effettivi conducenti o proprietari dei veicoli multati.
Nella richiesta accolta dal gip, la Procura di Salerno ha rimarcato la netta separazione tra le condotte dei pubblici ufficiali e quelle dei cittadini, stabilendo che “l’eventuale illegittimità del provvedimento di annullamento ricade esclusivamente sul pubblico ufficiale che lo ha firmato e non può generare alcuna responsabilità penale in capo al cittadino che ha presentato ricorso”.