L’intervento di ripascimento del litorale a Salerno, un’opera strategica dal valore complessivo di oltre 27,8 milioni di euro (pari a 27.882.326,88 euro per l’Ambito 2), finisce sotto la lente d’ingrandimento dopo l’analisi dettagliata di una consistente mole di atti ufficiali. L’associazione Tradizione e Futuro ha reso pubblico un fascicolo riassuntivo elaborato a seguito di un’istanza di accesso civico generalizzato presentata il 3 agosto 2026. Il Comune di Salerno ha risposto mettendo a disposizione 381 documenti (nota prot. 0221889/2026) senza opporre dinieghi, permettendo così di ricostruire la cronistoria amministrativa e tecnica del cantiere sul Lungomare Marconi.
Sebbene l’accesso agli atti si sia svolto nel rispetto dei tempi e della trasparenza procedurale, il contenuto dei documenti e le relative tempistiche contabili ed esecutive mettono in luce diversi punti critici.
Le difformità dei materiali e le deroghe sulle sabbie
Dall’analisi del carteggio emerge che le difformità relative ai materiali impiegati per la spiaggia erano già state rilevate dalla Direzione dei Lavori nei primi mesi del 2025. Nello specifico, il 26 febbraio 2025 la Direzione Lavori dichiarava non conformi le sabbie provenienti da entrambe le cave utilizzate, riscontrando una presenza di materiale fine compresa tra il 12% e il 15%, a fronte del limite massimo del 5% fissato dal Disciplinare prestazionale.
In quell’occasione, la stessa amministrazione avvertiva l’impresa che «non saranno concesse ulteriori “deroghe”» (prot. 49046/2025), attestando nei fatti che concessioni precedenti erano già state accordate a partire dal settembre 2024. Successivamente, il 19 giugno 2025, ulteriori prelievi hanno confermato «la presenza di limi ed argilla, materiale non previsto nel Disciplinare prestazionale» (prot. 143923/2025).
Stato d’avanzamento dei lavori e sospensione del cantiere
Il 31 maggio 2025 il Comune certificava un avanzamento contabile delle lavorazioni pari al 29,00% (verbale prot. 129683/2025) e disponeva la sospensione dei lavori a terra fino al 1° ottobre, in ottemperanza all’ordinanza n. 48 della Capitaneria di Porto che vietava i cantieri durante la stagione balneare, riconsegnando le aree al pubblico. Il giorno seguente l’opera veniva presentata alla cittadinanza.
Gli atti contabili indicano che l’ultimo Stato di Avanzamento Lavori (SAL) registrato risale al 16 luglio 2025, attestando una contabilità pari al 39,523% dell’importo totale, equivalente a 11.087.990,65 euro. Dopo tale data non risultano emessi ulteriori stati di avanzamento.
Il contratto d’appalto è successivamente scaduto il 18 maggio 2026, dopo che le lavorazioni erano state sospese il 4 maggio 2026. Tra i 381 documenti forniti non figura un atto formale di proroga del termine contrattuale, nonostante il programma di esecuzione acquisito dal Comune nel dicembre 2025 ipotizzasse interventi fino al 31 dicembre 2026.
I dubbi sulla Valutazione di Impatto Ambientale e la risoluzione contrattuale
Un ulteriore elemento emerso riguarda la tenuta del titolo ambientale dell’intervento. Nel verbale di sospensione del 4 maggio 2026 (prot. 107185/2026), l’amministrazione stessa citava la necessità di verificare la validità del parere di esclusione dalla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), evidenziando come l’assenza di tale titolo rappresenterebbe un impedimento tecnico-giuridico insuperabile per la prosecuzione dei lavori a mare. Alla data di rilascio degli atti, non risulta presente un documento che attesti la conclusione di tale verifica.
Parallelamente, la procedura di risoluzione del contratto avviata dal Comune il 5 giugno 2026 (ai sensi dell’art. 108 del D.Lgs. 50/2016) è stata rigettata dall’impresa appaltatrice tramite controdeduzioni presentate il 1° luglio 2026. Da quel momento sono trascorse oltre dieci settimane senza che sia stata emessa una determinazione conclusiva.
Nel mese di luglio 2026, il tratto di arenile compreso tra via Nicola Antonio Mantenga e via Gaetano del Mercato è stato interdetto all’accesso pubblico mediante l’ordinanza sindacale n. 667/2026.
Le dichiarazioni dell’associazione Tradizione e Futuro
Sulla vicenda è intervenuto il portavoce dell’associazione Tradizione e Futuro, Rosario Peduto, che ha commentato gli esiti dell’analisi documentale:
«Il 31 maggio 2025 il Comune scriveva in un proprio atto che l’opera era al ventinove per cento. Il giorno dopo la presentava alla città come una spiaggia nuova. Tre mesi prima aveva messo per iscritto che le sabbie erano fuori specifica e aveva avvertito che non avrebbe concesso altre deroghe: il che significa che prima ne aveva concesse».
Peduto ha poi proseguito evidenziando la situazione attuale dell’area interessata dai lavori:
«Quella stessa sabbia è stata sottoposta a un’ordinanza che vieta l’accesso all’arenile, e non è mai stata rimossa: i salernitani ci hanno passato sopra due estati. Non abbiamo scritto una riga che non sia una citazione da un atto del Comune. Se qualcosa in questo racconto non torna, non è la nostra ricostruzione: sono i documenti dell’amministrazione».
Nuova istanza di accesso civico e i quesiti aperti
Dall’esame dei 381 documenti sono emersi ulteriori 16 atti citati nei testi ma non allegati, tra cui le determinazioni del Collegio Consultivo Tecnico, gli esiti della verifica sulla VIA, la conclusione del procedimento di risoluzione e i verbali relativi a riunioni istituzionali svoltesi a fine luglio 2026. L’associazione ha annunciato la presentazione di una seconda istanza per ottenere la documentazione mancante.
Contestualmente, vengono posti cinque quesiti principali diretti all’amministrazione comunale:
- L’esito e l’eventuale atto di conclusione della verifica sulla validità del parere di VIA avviata a maggio 2026.
- L’esistenza di un atto formale di proroga per il termine contrattuale scaduto il 18 maggio 2026.
- Lo stato di avanzamento e i motivi della mancata determinazione conclusiva sul procedimento di risoluzione contrattuale.
- Le motivazioni giuridiche alla base del prolungamento della sospensione dei lavori disposta il 4 maggio 2026.
- Le misure e i provvedimenti che l’amministrazione intende adottare alla scadenza dell’ordinanza di interdizione dell’arenile n. 667.