Il Consorzio di Bonifica Vallo di Diano e Tanagro ha concluso la complessa opera di modernizzazione ed efficientamento delle proprie infrastrutture irrigue. L’intervento, durato due anni e finanziato con 6.349.324,02 euro a valere sui fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) assegnati dal Ministero delle Politiche Agricole con decreto del 30 settembre 2022, segna il passaggio definitivo del territorio verso un modello di gestione idrica digitale, efficiente e sostenibile. Avviato nel 2024 e completato nel pieno rispetto delle scadenze previste, il cantiere ha recentemente visto l’approvazione formale di tutti gli atti di rendicontazione, consegnando alle aziende agricole locali una rete ad alta tecnologia progettata per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici.
Alla realizzazione dell’opera hanno collaborato quattro imprese specializzate, con un ruolo preminente svolto dalla ditta Marco Polo. L’infrastruttura rinnovata punta a ridurre al minimo le perdite idriche e ad ottimizzare l’uso dell’acqua in un’area a forte vocazione agricola.
La sfida del clima e la tutela della risorsa idrica
La ristrutturazione della rete irrigua nasce dalla necessità di affrontare periodi di siccità sempre più prolungati ed eventi meteorologici estremi, che mettono a dura prova il settore primario. A tracciare il bilancio dei lavori e la visione strategica dell’ente è il presidente del Consorzio di Bonifica, Beniamino Curcio:
“Abbiamo completato un progetto molto articolato e importante, portando a termine tutte le azioni nei tempi che ci erano stati assegnati. Abbiamo fornito ai nostri agricoltori uno strumento moderno, trasformando un modello tradizionale di irrigazione in un’infrastruttura intelligente, capace di garantire un servizio più efficiente e puntuale e di rispondere alle nuove sfide che abbiamo davanti”.
L’esigenza di ottimizzare i prelievi nasce dall’impatto dei periodi critici sulle fonti naturali locali.
“Nei periodi di maggiore emergenza siamo arrivati a immettere nella rete irrigua anche nove o dieci milioni di metri cubi d’acqua prelevati dai corpi idrici naturali. Non possiamo permetterci il lusso di sprecare una risorsa così preziosa. Dobbiamo cambiare approccio, imparare a conservarla e a utilizzarla meglio, seguendo i principi del risparmio idrico ed energetico”.
Interventi sulle sorgenti e ammodernamento della rete
Il piano di restyling ha riguardato in primo luogo le quattro sorgenti cardine gestite dal Consorzio: la sorgente di Riofreddo a Buonabitacolo, le due sorgenti di Sassano e la sorgente di San Giovanni in Fonte, situata tra i territori di Sala Consilina e Padula. Nelle strutture di captazione di Riofreddo e Sassano sono state riqualificate le gallerie filtranti, ristrutturate le opere murarie mediante l’applicazione di malte speciali, rinnovati gli impianti elettrici e installati nuovi sistemi di pompaggio ad alta efficienza, affiancati da apparati di videosorveglianza.
Per quanto riguarda la rete di distribuzione, che si estende per circa 235 chilometri (di cui 57 di adduzione primaria), le lavorazioni si sono concentrate sulla sostituzione di condotte obsolete, alcune delle quali in servizio da oltre mezzo secolo. Per stabilizzare la pressione d’esercizio e prevenire sbalzi di tensione o flusso, sono state inserite sette nuove elettropompe di rilancio. Inoltre, a titolo di offerta migliorativa da parte dell’impresa esecutrice, sono in fase di ultimazione circa due chilometri di nuove condotte nei territori comunali di Sassano, Teggiano e Buonabitacolo.
Idranti intelligenti e rivoluzione tariffaria a consumo
Tra le innovazioni tecnologiche di maggior rilievo spicca la digitalizzazione dei punti di consegna aziendali. Il Consorzio ha provveduto alla sostituzione di 2.225 gruppi di consegna (idranti) con dispositivi di nuova generazione. Ogni agricoltore, grazie all’uso di una scheda elettronica personale, può gestire in autonomia le operazioni di apertura e chiusura dell’erogazione.
Questo passaggio abilità un cambio radicale nel sistema di fatturazione del servizio, garantendo equità e incentivo al risparmio.
“È una vera e propria rivoluzione, grazie alla quale oggi l’agricoltore dispone di una scheda elettronica e può decidere autonomamente quanta acqua prelevare e quando interrompere l’erogazione. Ma soprattutto ora possiamo introdurre il pagamento delle tariffe a misura: non più a forfait o in base alla superficie, come avveniva in passato, ma in funzione dell’acqua effettivamente consumata”.
Telecontrollo, monitoraggio e tutela dei beni culturali
L’infrastruttura è stata dotata di un avanzato sistema di telecontrollo con 2.276 misuratori distribuiti sulla rete. La centralizzazione dei dati consente ai tecnici del Consorzio di verificare in tempo reale lo stato operativo di pompe, idranti e serbatoi, con la possibilità di effettuare manovre da remoto per l’avvio degli impianti o la gestione dei livelli d’invaso.
Il monitoraggio avanzato ha permesso di risolvere anche delicate questioni di natura ambientale e culturale. L’installazione di sensori dedicati presso la sorgente di San Giovanni in Fonte consente oggi il controllo costante del livello idrico, fornendo una soluzione tecnica alle criticità registrate lo scorso anno in corrispondenza del sito archeologico del Battistero Paleocristiano di Padula.
L’integrazione di automazione, sostenibilità e digitalizzazione proietta il comprensorio verso gli standard dell’agricoltura 4.0. Come sottolinea in conclusione il presidente Curcio:
“Abbiamo trasformato un vecchio modello tradizionale di irrigazione in un’infrastruttura intelligente e moderna, capace di dialogare con le piattaforme aziendali e di fornire un servizio più efficiente e puntuale. Soprattutto, questo progetto rappresenta una risposta concreta ai cambiamenti climatici”.