La recente pronuncia del Tar Campania sulla chiusura del punto nascita dell’ospedale Immacolata di Sapri si limita a sancire la legittimità amministrativa del provvedimento regionale, senza tuttavia certificare l’effettiva operatività della rete sanitaria alternativa nel Golfo di Policastro. È quanto evidenziato dal sindacato delle professioni infermieristiche Nursind Salerno, che sollecita la Regione e l’Asl a fornire risposte concrete sulla reale capacità di tutela per madri e neonati.
I dubbi del Nursind sulla rete di emergenza territoriale
La soppressione del reparto non può prescindere da una verifica preventiva e rigorosa sull’efficienza del trasporto materno assistito Stam e del trasporto neonatale d’emergenza Sten. Secondo Biagio Tomasco, segretario generale Nursind, la sentenza amministrativa non dimostra che il sistema sostitutivo sia pronto a gestire ogni situazione critica h24.
«Una sentenza amministrativa può stabilire la legittimità di una scelta, ma non può certificare che un sistema sanitario alternativo sia concretamente pronto a funzionare in ogni situazione di emergenza», dichiara il segretario generale Nursind. L’organizzazione sindacale chiede quindi la pubblicazione di dati certi su mezzi, personale e protocolli operativi verificati sul campo.
Le criticità geografiche e logistiche del Golfo di Policastro
Il territorio interessato presenta una conformazione orografica complessa, aggravata dalla distanza da Vallo della Lucania, da una viabilità tortuosa e dall’assenza di un collegamento autostradale diretto. A ciò si aggiungono i rischi legati a frane, interruzioni stradali e all’incremento del traffico nei mesi estivi, fattori che rendono i tempi di percorrenza estremamente variabili.
In ostetricia e neonatologia la tempestività è un fattore determinante per la gestione di eventi critici come il parto precipitoso, il distacco di placenta o l’emorragia ostetrica. «In ostetricia e neonatologia il tempo non è una variabile astratta», sottolinea Tomasco, ricordando come emergenze simili possano evolvere rapidamente e richiedano la certezza di tempi di trasferimento definiti e posti letto disponibili.
Standard di sicurezza e richieste di intervento istituzionale
Il sindacato rimarca che la presenza di una guardia ginecologica attiva non è sufficiente in assenza di un’équipe multidisciplinare completa e di apparecchiature adeguate per la stabilizzazione neonatale. Viene inoltre evidenziato che lo Sten richiede standard specialistici elevati con personale formato e incubatrici dedicate.
Alla luce di tali criticità, il Nursind Salerno richiede una moratoria sulla chiusura e l’apertura immediata di un tavolo di confronto istituzionale, proponendo il potenziamento dei presidi di riferimento, l’attivazione di risorse dedicate per il 118 e la pubblicazione di un cronoprogramma chiaro e trasparente.